Alfonso Mascitelli

“In queste settimane, stiamo assistendo a un balletto risibile di ipocrisie da parte dei parlamentari locali che fanno parte della maggioranza che sostiene il Governo Monti. Prima vogliono far credere che la proposta del Governo sia spuntata all’improvviso da Marte, poi l’hanno votata e addirittura peggiorata in commissione e in aula e ora fanno tutti finta di strapparsi le vesti per salvare i rispettivi territori”. E’ quanto ha dichiarato il senatore dell’IdV Alfonso Mascitelli, segretario regionale del partito, che ha comunicato al Presidente della Provincia di Chieti che non parteciperà all’incontro da lui promosso sul tema del riordino delle province, spiegandone le ragioni. “Il riordino delle provincie, proposto dal Governo Monti con la formulazione finale dell’articolo 17 e votato da PD, PdL e UDC è solo un pastrocchio, con caratteri di incostituzionalità e senza incisività ne sul piano delle riforme istituzionali ne tantomeno su quello della contabilità pubblica generale. Il provvedimento, per giunta, è stato peggiorato perché i criteri, inizialmente contenuti soltanto nell’atto deliberativo del Consiglio dei Ministri, sono stati incorporati con il voto in commissione nella stesura finale dell’articolo 17 ed hanno così assunto valore di legge. L’IdV, da sempre a favore dell’abolizione di tutte le provincie, resta coerentemente sulle sue posizioni, mentre, se a soli 4 mesi dallo scioglimento delle camere, ci si è ridotti ad affrontare in modo confusionario questo problema è perché gli altri partiti hanno rinnegato gli impegni di abolizione inseriti nei loro programmi elettorali. Basta vedere quello che sta succedendo in Abruzzo: all’interno di questi partiti manca una visione unitaria e c’è un gioco delle parti, per cui alcuni si sono dati il compito di difendere Chieti come capoluogo, altri Teramo come provincia, e altri ancora tirano fuori la fantasiosa trovata della Provincia Adriatico-Appenninica, che finirebbe solo per aggravare gli squilibri di sviluppo del territorio regionale o infine, ultima trovata in ordine di tempo, il riconoscimento di Pescara città metropolitana, che sanno bene che non otterrebbe mai il voto finale in parlamento, perché aprirebbe un nuovo fronte sull’elenco delle città metropolitane. Con l’avvicinarsi delle elezioni e con la mancanza di coraggio di scelte chiare, troveranno sicuramente un sistema per rinviare il voto dell’atto legislativo finale di iniziativa governativa alla prossima legislatura. Se questo non dovesse avvenire, l’unico sistema per limitare i danni è l’ introduzione di modifiche legislative che riordinino gli uffici periferici delle provincie che resteranno e degli organi dello Stato, con specifiche garanzie a tutela della invarianza dei servizi per i cittadini e di una distribuzione equilibrata nei territori.”
