Si continua a parlare della iniziativa su Negozio Italiano
L’Avvocato Valeria Toppetti (Futuro Nazionale) interviene con un comunicato dopo le tante polemiche che sono nate in seguito all’iniziativa del bollino “Negozio Italiano”. Per la Toppetti “Difendere le attività commerciali della tradizione locale non significa discriminare nessuno. Trasformare un’iniziativa identitaria in un caso politico è un modo per sottrarsi al confronto sul merito dei problemi cottadini” sostiene “Siamo nel terreno scivoloso e viscido del processo alle intenzioni generato in modo utilitaristico dal popolo dell’opposizione che, all’indomani dell’iniziativa, ha scatenato una campagna social violenta contro l’adesivo e contro coloro che lo espongono, seminando paura e sconcerto tali da portare i primi negozianti aderenti all’iniziativa a ritrattare.”
“Lo spirito dichiarato di “Negozio italiano” – continua Valeria Toppetti – era ed è semplice, come spiegai quel giorno della presentazione a Palazzo di città: valorizzare le attività commerciali che rappresentano la storia, la tradizione e l’identità del territorio e di Pescara, riconoscendo il ruolo che tanti negozianti svolgono da anni, spesso da generazioni, nella vita economica e sociale di una città che da sempre ha fondato il suo profilo sulle attività del commercio e del terziario. Un obiettivo che può essere discusso, certamente, ma che non può essere automaticamente trasformato in un’accusa di discriminazione>.
Per l’esponente di Futuro Nazionale sarebbe stata auspicabile una discussione aperta sull’iniziativa evidenziando eventuali criticità ma non vederla come una chiusura verso altre culture. “Il punto, dunque, non è contrapporre italiani e stranieri. È capire come valorizzare il tessuto commerciale locale, sostenere chi investe e lavora, preservare le tradizioni e garantire, contemporaneamente, pari dignità e rispetto a tutti. È su questo terreno che la politica dovrebbe misurarsi. Perché difendere un’identità non significa negare quella altrui. E il pluralismo non può diventare il pretesto per impedire a qualcuno di affermare, nel rispetto delle regole, i valori in cui crede.”
“La bufera scatenata su di me – conclude Valeria Toppetti – non mi preoccupa perché in questi giorni si stanno moltiplicando le persone intorno a me che sono pronte a militare in FN; e i cittadini di Pescara mi fanno sapere di “essere dalla mia parte” a riprova del gioco ormai svelato della macchina del fango. Ciò che mi preoccupa però più di tutto è la distanza di chi ha scatenato e alimentato questa polemica rispetto ai veri problemi della città e del commercio>.
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