L’associazione Carrozzine determinate mette al centro l’accessibilità
All’iniziativa di mettere un bollino sui negozi con la scritta “Negozio Italiano” proposta dalla consigliera di Pescara Valeria Toppetti di Futuro Nazionale, c’è stata la risposta di un commerciante pescarese titolare di una storica tabaccheria in via Firenze di apporre in vetrina l’adesivo “Negozio umano”. Nelle ultime ore nel cuore di Pescara si è acceso un dibattito etico e sociale che sta travalicando i confini dell’Abruzzo per raggiungere il resto d’Italia. In questo dibattito si inserisce Claudio Ferrante presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate che riporta l’attenzione alla accessibilità. “Basta slogan e demagogia. A Pescara si affronti finalmente il problema delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali. Impedire a una persona con disabilità di entrare in un negozio significa negarle un diritto, limitarne la libertà, lederne la dignità e creare discriminazione.” si legge nella nota.
“È incredibile che nessuno abbia posto questa questione, che è invece la più importante. Questo fa capire quanto la cultura dell’accessibilità universale sia ancora lontana dalla politica e dalla società. Si discute di definizioni, slogan e principi, ma si dimentica una realtà concreta che riguarda la libertà e i diritti delle persone con disabilità. Le dichiarazioni e le polemiche di questi giorni rischiano di trasformare una questione seria in una sterile gara di slogan, dichiarazioni di principio e contrapposizioni politiche. Ma la realtà è molto più semplice, e proprio per questo molto più scomoda: un negozio che non consente l’accesso a una persona in carrozzina è un negozio che, nei fatti, esclude quella persona, la discrimina e viola diritti umani. Da tempo denunciamo la diffusione delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali. Non disponiamo di un censimento ufficiale, ma, sulla base delle nostre osservazioni, stimiamo che il fenomeno possa riguardare circa il 70% dei negozi. Una persona in carrozzina non deve essere costretta a telefonare prima di uscire, a chiedere aiuto, a farsi prendere in braccio per superare un gradino o, peggio ancora, a rinunciare a entrare. Non deve sentirsi un problema da gestire, ma una cittadina o un cittadino con gli stessi diritti di chiunque altro.” Ferrante propone in maniera provocatoria un bollino che identifichi i negozi accessibili e fa questo appello “Chiediamo alle associazioni di categoria CNA CONFESERCENTI CONFARTIGIANATO che hanno giustamente criticato l’iniziativa del «Negozio Italiano» e a tutte le altre realtà interessate, di promuovere un tavolo tecnico permanente denominato «NEGOZIO ACCESSIBILE A OGNI ESSERE UMANO!», con l’obiettivo di sensibilizzare, individuare le criticità e intervenire concretamente per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi, per il passato e per il futuro. Proponiamo che questo tavolo tecnico venga costituito immediatamente, coinvolgendo le associazioni e che si organizzi fin da subito una giornata di sensibilizzazione con una passeggiata empatica dedicata all’accessibilità commerciale. Un’occasione concreta per mettersi in carrozzina e per verificare direttamente da parte di ciascun commerciante l’accessibilità del proprio negozio, provare in prima persona per rendersi conto di ostacoli che, altrimenti, si continua a ignorare.”
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
