Il sindaco Biondi ha spento il braciere della pace
Con il saluto da parte del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, della Dama della Bolla, Marianna Colantoni, del Giovin Signore, Gianluca Nappo, della Dama della Croce, Sofia Leocata, da Palazzo Margherita, si è chiusa oggi la 732esima Perdonanza Celestiniana, alla presenza di tutti i partecipanti al corteo di rientro della Bolla nella residenza municipale. Come da tradizione, la Perdonanza si è conclusa con la chiusura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio ad opera dell’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, e del primo cittadino che, salito sulla torre della Basilica per spegnere il braciere della pace, acceso lo scorso 23 agosto con il Fuoco del Morrone, ha dichiarato terminate le celebrazioni del giubileo aquilano. Ecco un estratto del discorso del sindaco Pierluigi Biondi: “La Perdonanza, la forza del messaggio celestiniano, l’importanza senza se e senza ma di questo evento religioso e laico allo stesso tempo, hanno segnato, più di quanto potessi immaginare, questi intensi anni di mandato amministrativo, guidandomi e sostenendomi. La ricorrenza del 6 aprile 2009 e quella del 23 settembre in ricordo dei Nove Martiri giovinetti insieme alla Perdonanza sono gli eventi che maggiormente rappresentano la nostra comunità, sono identità, patrimonio della nostra memoria collettiva, forza ispiratrice della rinascita. È stato un onore impegnarci tutti a rendere il giubileo celestiniano ancora più conosciuto nel suo significato spirituale e più attrattivo nelle proposte laiche, accompagnandolo fuori dal perimetro locale. In questo sostenuti dal vescovo monsignor Antonio D’Angelo, dal Comitato Perdonanza, dalla struttura comunale, dal mio staff, dalle cittadine e dai cittadini dell’Aquila: rivolgo a voi tutti il mio grazie con l’affetto e il rispetto che si deve a un popolo coraggioso e mai vinto dalle avversità. Per me questo è stato l’ultimo anno che ho potuto vivere quei minuti intensi ed emozionanti, carichi di spiritualità in cui, inginocchiato sull’uscio della Porta Santa appena aperta, ho rivolto un pensiero carico di gratitudine a Dio, forte dell’intercessione di San Pietro Celestino, affidandogli, un’ultima volta da sindaco, la nostra amata città e il suo meraviglioso territorio”.
Questo un estratto delle parole dell’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, durante la sua omelia: “La Perdonanza è una parola piena di Dio. Ogni volta che la pronunciamo, la mente, ma soprattutto il cuore, devono aprirsi a questa luce di amore – l’atto del perdono, infatti, è un dono divino – quindi ogni volta che pensiamo alla Perdonanza, il pensiero deve rimandarci al Padre della misericordia. Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, Misericordiae Vultus dice: ‘Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato’. Celebrare la Perdonanza in questo anno in cui L’Aquila è stata riconosciuta Capitale italiana della cultura, ci aiuta a rileggere la radice di questa nostra città che è determinata da questo fondamento evangelico, possiamo dire, è vocazione propria della nostra identità aquilana. Tale dono ha attraversato secoli, quest’anno celebriamo per la 732ma volta la Perdonanza, questo ci dice la profondità e autenticità di questa radice, perché è il cuore del Vangelo. La tradizione che si è conservata in questi secoli ha segnato lo sviluppo socio-culturale della città e del territorio, dunque, si può concludere che la nostra cultura è impastata di questo dono”.
Il corteo di figuranti e gruppi storici, con in testa l’intera Municipalità aquilana, ha segnato il percorso del rientro della Bolla di Celestino V, con la Dama della Bolla, il Giovin Signore, la Dama della Croce e il sindaco Biondi a chiudere il corteo che dopo aver transitato lungo Viale di Collemaggio, viale Francesco Crispi, Corso Federico II, piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele II e corso Principe Umberto, si è concluso a piazza Palazzo.
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