Il parlamentare rende disponibile la verità storica e scientifica dei fatti
In merito alle recenti dichiarazioni del responsabile della Protezione Civile Regionale Avv. Maurizio Scelli relative al rinvenimento di materiale carbonizzato risalente ai roghi del 2017 sul Monte Morrone, l’On. Luciano D’Alfonso interviene per fare chiarezza e ristabilire e rendere disponibile la verità storica e scientifica dei fatti, respingendo fermamente ogni ipotesi di presunta inerzia o mancata bonifica. “La presenza di residui legnosi carbonizzati a terra non è il frutto di abbandono o di trascuratezza amministrativa, ma l’esatta applicazione dei protocolli scientifici internazionali di gestione post-incendio – dichiara D’Alfonso – Già nel 2017, come opportunamente documentato dagli organi di stampa e dai dibattiti vissuti dell’epoca, aprimmo giustamente il confronto con i massimi esperti del settore forestale e ambientale. La linea d’azione scelta non fu una decisione stupefacente o arbitraria, ma il frutto delle indicazioni rigorose e risalenti della comunità scientifica.”
“Oltretutto, in aggiunta, nella riunione tenutasi a Settembre del 2017 a Pescara nella sede della Regione i sindaci dei comuni colpiti dagli incendi manifestarono la loro contrarietà motivata rispetto alla bonifica e rimboschimento.” continua D’Alfonso. “La Protezione Civile ha l’encomiabile compito di prevenzione, protezione e gestione l’emergenza, e di spegnimento, ma la ricostruzione ecologica dei boschi e la gestione del territorio post-evento appartengono pacificamente alla scienza forestale – conclude D’Alfonso -.Rivendico la correttezza di aver dato, la parola agli esperti, come accade normalmente non solo in Italia. Il tempo e la rinascita apprezzata in questi anni dei boschi del Morrone dimostrano che la via della prudenza scientifica era l’unica corretta per preservare il nostro patrimonio ambientale”.
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