Momenti di paura tra i residenti della zona
L’esplosione si è verificata intorno alle 8 di questa mattina nel sito produttivo della Sabino Esplodenti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del 118, anche con l’elisoccorso, e le forze dell’ordine. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli investigatori. Il tragico bilancio è stato di un morto ed un ferito. A perdere la vita Carlo Piscopo, aveva 59 anni ed era originario di Montefalcone nel Sannio (Campobasso), ma residente a Casalbordino (Chieti). L’uomo era caporeparto e molto probabilmente stava effettuando operazioni di bonifica del sito. Lo stabilimento Esplodenti Sabino è di proprietà della multinazionale Arca Defense Italy. Il rumore dell’esplosione è stato udito nelle abitazioni circostanti creando allarme e paura.
Come ricostruito dall’Agenzia ANSA quella che si è verificata oggi alla ex Sabino Esplodenti di Casalbordino, è la terza tragedia che si verifica negli ultimi sei anni. Tre operai erano morti nell’esplosione verificatasi il 21 dicembre del 2020, altre tre vittime c’erano state in una esplosione avvenuta il 13 settembre del 2023. Nel frattempo in segno di lutto il presidente della Provincia, Francesco Menna, ha annullato la cerimonia di inaugurazione della strada provinciale 236 che si sarebbe dovuta tenere questa mattina proprio a Casalbordino alla rotatoria della statale 16.
Sull’episodio una nota della UIL a firma di Michele Lombardo Segretario Generale UIL Abruzzo e Valerio Camplone – Componente Segreteria Regionale Uil Abruzzo. “Quanto accaduto questa mattina nello stabilimento Arca Defence Italy di Casalbordino non può essere archiviato solo come un’ennesima tragica fatalità. Saranno gli organi inquirenti ad accertare le cause dell’esplosione e le eventuali responsabilità. Non intendiamo anticipare giudizi, né utilizzare l’ennesima tragedia sul lavoro come terreno di polemica sterile. La Uil Abruzzo esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita. Perchè il nostro pensiero va anche a chi e soprattutto a chi resta, a chi da oggi dovrà affrontare un dolore immenso e, spesso, anche pesanti conseguenze economiche. Non va ignorato un dato che impone una riflessione profonda. In quello stabilimento, indipendentemente dalla ragione sociale, si contano sette lavoratori deceduti in sei anni. Un numero che non ha eguali nel nostro Paese e che rende impossibile liquidare questi eventi come semplici fatalità. Negli ultimi mesi il sito produttivo Sabino Esplodenti, già noto per essere stato scenario di infortuni mortali, è passato sotto la proprietà di Arca Defence Italy, società appartenente a un gruppo multinazionale turco. Con l’arrivo di questa nuova società, ad ottobre 2025, si annunciavano circa 100 milioni di investimenti per il rilancio dell’attività produttiva, assicurando maggiore sicurezza nello stabilimento ed un cambio dell’attività lavorativa principale, garantendo un minor rischio di esposizione per la sicurezza dei lavoratori. Nell’ambito degli investimenti, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori avrebbe dovuto essere la priorità assoluta sin dal primo giorno. Investire nella prevenzione non può essere una conseguenza delle tragedie, ma deve essere il presupposto di qualsiasi progetto industriale, a maggior ragione in un contesto dove per ben due volte si sono verificati incidenti mortali che hanno riguardato più lavoratori. Crediamo che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non si costruiscono con le commemorazioni successive agli incidenti ma con un impegno quotidiano, attraverso formazione di qualità, controlli efficaci, investimenti, organizzazione del lavoro e una cultura della prevenzione che coinvolga imprese, lavoratori e istituzioni. È necessario superare una logica fatta di adempimenti formali e per affermare un modello fondato sulla responsabilità e sulla prevenzione reale. Per questo la Uil Abruzzo continuerà la propria battaglia per l’unico obiettivo sostenibile in una società moderna, ovvero “Zero morti sul lavoro”. Un obiettivo raggiungibile chiedendo più formazione certificata, maggiori investimenti nella sicurezza, un rafforzamento dell’attività ispettiva e un sistema di controlli e sanzioni capace di svolgere una reale funzione di deterrenza. Proprio lunedì scorso, nel corso della riunione del Comitato regionale ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, si è aperto il confronto con la Regione Abruzzo sul nuovo Piano regionale della prevenzione 2026-2031. In quella sede la Uil Abruzzo ha ribadito la necessità di investire nella qualità della formazione, nella certificazione dei percorsi formativi e nel monitoraggio della loro effettiva efficacia, perché la prevenzione non può esaurirsi in un obbligo formale. Siamo stanchi di continuare a piangere lavoratrici e lavoratori, madri, padri, figli, che perdono la vita per un rischio a cui sono stati esposti per il profitto di qualcun’altro. E quando una lunga scia di sangue continua a ripetersi senza che vengano accertate responsabilità, il rischio è che il concetto stesso di sicurezza perda credibilità. A quel punto non si può più parlare soltanto di incidenti, ma di veri e propri omicidi sul lavoro”.
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