
Anche dall’Abruzzo la richiesta di tornare a lavorare in sicurezza
“Il nostro è un Movimento a difesa dei lavoratori autonomi e partite IVA. Chiediamo da un anno di poter tornare a lavorare in sicurezza, applicando dei protocolli adeguati alle sale ricevimento, per tornare a festeggiare le nostre cerimonie. Siamo un Paese conservatore pieno di valori tradizionali, siamo un Paese Cristiano Cattolico che vuole mantenere i propri usi e costumi. La filiera del wedding nel 2019 ha fatturato in Italia 70 miliardi di euro, vanta un milione e trecentomila lavoratori, siamo il 2,5% del PIL del nostro Paese. Non abbiamo avuto che appena il 3,5% sul differenziale di fatturato tra il 2019 e il 2020. Abbiamo bisogno di riavere le nostre perdite effettive che ammontano al 90% di fatturato. Hanno concesso la riapertura per le navi da crociera che con un semplice tampone rapido possono tornare a lavorare con una capienza media di 5000 persone, mentre in una sala ricevimento ancora ad oggi è vietato poter festeggiare un matrimonio, piuttosto che una Prima Comunione, Battesimo, Cresima, Compleanno. Chiediamo aiuti economici proporzionali ai danni subiti e riaperture immediate.” E’ quanto sostiene il Movimento il cui coordinatore della Regione Abruzzo, Alessandro Abagnale ribadisce “Chiediamo rispetto”. Nella nota si ricorda che “Il Movimento Autonomi e Partite IVA, associazione nazionale a difesa dei lavoratori ha lo scopo esclusivo di tutelare i diritti dei propri associati e favorire lo sviluppo dell’economia italiana. Da tempo il nostro movimento sta chiedendo un protocollo per le riaperture delle attività in sicurezza. Considerato che i ristori proposti dal Governo sono solo briciole che servono a malapena a pagare i costi fissi tipo affitto,luce,ecc. chiediamo con forza le riaperture in sicurezza,anche alla luce del verbale del 17 ottobre desecretato in cui non veniva affatto detto che le attività di ristorazione, bar ecc venissero chiuse.”
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