Giampiero Di Federico
a cura di Giampiero Di Federico

E consapevolezza, nel capire le inibizioni, nel capire le possibilità, nel sapere con sufficiente esattezza di poter fare e agire al fine di risolvere. “Questo” fu Ulisse quando sbarcò finalmente nella sua amata Itaca e i Proci ne fecero amara esperienza.Trasliamo Ulisse ai nostri giorni. Oggi le uniche avventure permesse all’uomo sul Pianeta Terra restano, come allora, legate a due ambienti “forti” : il mare e la montagna. Montagne e mare come palestre di vita? Certo. Ma anche come cura, benessere, liberazione fisica e mentale. La montagna e in particolare l’arrampicata, ripropone a dosi dolci, omeopatiche direi, la paura, l’angoscia, la gioia, l’allegria, la lucidità, la concentrazione, la pulizia di pensieri non essenziali, il fine sfrondato e spoglio, da raggiungere organizzando la mente ed il corpo, entrando in una dimensione verticale (non orizzontale al quale da sempre siamo abituati) e pertanto entrando in un’altra dimensione tempo/spazio. La mente si svuota di ogni pensiero. Agire e pensare sono tutt’uno, senza mediazione, senza sovrastrutture culturali. E’ la cosiddetta “mente vuota” che finalmente “respira”, ha tempo per sé, solo per sé. L’adrenalina scorre piano nel sangue, frutto del continuo controllo dell’angoscia, dello stare in verticale, alti dal suolo. Adrenalina, endorfine e dopamina. Sostanze benefiche se in quantità “omeopatiche” antistressanti, una sorta di “messa a terra” del nostro io, carico di tensioni negative e positive. L’aggressività depone le armi, si scioglie nell’azione dell’arrampicata, la tensione nuca/spalle, si addolcisce, una sorta di euforia prende campo nel nostro essere. Tutto sembra guarire in noi e, in realtà, la cura è in atto. Tornati giù, alla dimensione orizzontale ci si sente svuotati, inerti, però empatici con gli altri, più sensibili, quasi altre persone. Poi si tornerà pian piano ad indossare le maschere quotidiane ma resta l’esperienza fatta, alla quale si vorrà tornare …perché lì ..si stava bene. Stavamo meglio. Poi pian piano con l esperienze ripetute si entrerà in comunione con l’aria, la roccia, il vuoto. Ci si sentirà parte di loro, si entrerà in loro, saremo loro.Così berremo di questo elisir di lunga vita, lunga vita di qualità, esperienziale, che dona alla mente le “uscite” e i “grandi pascoli” che nella vita sono oggettivamente negati.Certo si tornerà alla vita di tutti i giorni ma sapremo che abbiamo una valvola, un terreno di gioco, una riserva dove andare, accedere e godere. Invece spesso accade nei media di leggere “la montagna assassina”, la montagna ha voluto le sue “vittime”.[/one_third]
In montagna difficilmente vi sono processi di esclusione sociale così comuni, purtroppo, nella società moderna. Al contrario: in arrampicata ma anche nel semplice trekking, i processi sono invertiti: includono, accorpano, integrano. Gli schemi abituali di città si rompono, si frantumano, i muri vengono abbattuti e quando si scende e ci si rincontra a valle, tutto è più facile, rilassato, sereno. La “montagna terapia” è una disciplina giovane, che ha bisogno ancora di precisi protocolli scientifici. E’ vero. Però la mia esperienza personale, di 40 anni di montagna e di più di 30 di professione di guida alpina mi dice che molti dei miei allievi hanno beneficiato nella vita della pratica della montagna e dell’arrampicata. Io stesso a 16 anni quando ho iniziato avevo una forte straripante “aggressività ed iperattività“. La montagna e l’arrampicata come una sorta di imbuto, ha convogliato, instradato, sfogato, liberato il mio io e, non so, forse, mi hanno distolto benevolmente da altre probabili pericolose strade. A Sambuceto, dove in collaborazione con il comune, abbiamo installato una bella e ampia parte di arrampicata indoor, è nostra intenzione attivare una iniziativa di “montagna terapia” stimolando il servizio sanitario nazionale a darci i giusti supporti logistici e scientifici alla nostra idea. [/one_third_last]
Giampiero Di Federico
guida alpina – docente Università L’Aquila
Direttore – Scuola Italiana di Alpinismo, scialpinismo e arrampicata MONTABRUZZO
