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Gentile Direttore, mi fa piacere che Lei è una donna, perche’ ritengo che noi donne abbiamo una grande sensibilità ed un grande senso di concretezza nei confronti delle problematiche che dobbiamo affrontare ogni giorno. La mia non è una domanda a Lei, ma un segnale verso chi legge questa mia lettera. Il problema che vorrei sottoporre all’attenzione di chi legge è la disoccupazione degli anta. Di coloro cioè che non hanno più vent’anni e sono tagliati fuori dal mercato del lavoro. Donna matura e disoccupata, come me, significa subire due volte la crisi che attanaglia tutti. E’ vero il futuro è dei giovani, ma oggi si è giovani anche a 40 anni ed a 50 anni. Voglio solo porre l’attenzione su una fascia di età che non va messa da parte, su tantissimi disoccupati che nessuno vuole ascoltare e che “sono invitati” ad uscire di scena per far posto ai neolaureati. Cosi non va, lo dica ai politici di turno.
La ringrazio ed auguro buon lavoro a tutti.
Anita C. 44 anni, abruzzese doc.
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Cara Anita, hai ragione, purtroppo ai tantissimi giovani disoccupati, si aggiungono tantissime persone che per effetto della crisi sono state licenziate, tante donne il cui marito è in cassa integrazione e cercano un lavoro.
Bisognerebbe prestare attenzione anche a loro. Ho lasciato la tua lettera cosi come l’hai scritta e spero che venga letta da tutti. Grazie.
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