Il comune vuole avere un ruolo nelle decisioni sul futuro dell’ ex stazione
“La memoria a volte gioca brutti scherzi, le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna in risposta al Presidente della Regione Marco Marsilio, omettono alcuni passaggi importanti relativi al Sistema delle aree protette della Costa Teatina, è preferibile affidarsi agli atti e alle date, evitando che una discussione istituzionale necessaria venga ridotta a pura polemica.” E’ quanto scrive il sindaco di Torino di Sangro Nino di Fonso entrando nel dibattito di questi giorni sulle ex stazioni ferroviarie della Costa dei Trabocchi. “Sul tema dei tempi, il Presidente Marsilio ha posto una questione reale. Gli atti pubblici dimostrano che l’attività normativa regionale per la tutela e la valorizzazione della costa è partita con la LR n. 5/2007. Nella legge regionale, art. 4, veniva di fatto delegata la provincia di Chieti ai sensi dei commi 2, 3 e 5 dell’art. 13 Tit. III delle norme tecniche di atuazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale a predisporre il ‘Sistema delle aree protette della Costa Teatina’ da realizzare anche per mezzo del collegamento funzionale delle aree protette attraverso il ‘corridoio verde’, quale obiettivo specifico di ‘tutela e valorizzazione della costa’ da realizzare sulle aree di sedime del tratto litoraneo del tracciato dismesso delle Ferrovie dello Stato, sulle stazioni e relative aree di pertinenza alle quali si applica il regime di protezione proprio delle riserve naturali istituite con la presente legge. La Provincia di Chieti acquisì definitivamente il compendio ferroviario dismesso necessario alla realizzazione della Via Verde, solo nel 2016, ma da quell’acquisizione furono espressamente esclusi gli edifici, comprese le ex stazioni. Gli immobili delle quattro stazioni di San Vito Chietino, Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto, sono arrivati al decreto di esproprio soltanto nel maggio 2026. DIECI ANNI SEPARANO QUINDI QUESTI DUE PASSAGGI. Se dobbiamo rinfrescarci la memoria è opportuno ricordare che gli atti della provincia relativi alle stazioni non partono nel 2023. La Provincia ha attivato il procedimento di rigenerazione del compendio immobiliare nel dicembre 2020 e solo nel settembre 2021 il Consiglio provinciale aveva approvato lo Studio di Fattibilità, e apposto il vincolo preordinato all’esproprio e dichiarato la pubblica utilità. Il Protocollo tra Regione Abruzzo e Provincia di Chieti è certamente un passaggio importante, ma è stato sotoscritto soltanto nel dicembre 2023. Presentare oggi l’intera vicenda come un percorso durato appena tre anni significa quindi prendere in considerazione soltanto una parte della sua storia amministrativa. Questo non vuol dire disconoscere il lavoro svolto dagli uffici provinciali, dalla Regione, dal Ministero della Cultura e dagli altri enti coinvolti. Significa semplicemente riconoscere che i cittadini della Costa dei Trabocchi atendono da molti anni di vedere recuperate e restituire alla collettività strutture che rappresentano una parte fondamentale della Via Verde.
“Anche sul finanziamento occorre fare chiarezza. Il PFTE approvato dalla Provincia prevede oggi un investimento complessivo di circa 14,7 milioni di euro a fronte di un impegno finanziario della stessa provincia come viene riportato nei vari protocolli d’intesa. È evidente che si tratta di una somma importante e che la Provincia auspichi il sostegno finanziario della Regione. Ma, allo stato degli atti, non c’è un finanziamento regionale già assegnato. È la stessa Provincia a dichiarare che, una volta completata la progettazione, il progetto sarà presentato alla Regione per otenere il relativo finanziamento. Anche il Protocollo prevede una richiesta provinciale da sottoporre alla valutazione regionale nei limiti delle disponibilità di bilancio. Per questo non è corretto attribuire oggi alla Regione la responsabilità della mancata realizzazione di opere per le quali la stessa Provincia afferma di dover ancora completare il percorso progettuale e finanziario. Condivido quindi il richiamo del Presidente Marsilio alla necessità di passare finalmente alla fase concreta: completare la progettazione necessaria per arrivare ai cantieri, definire con chiarezza il quadro economico, individuare risorse certe e realizzare le opere. A Torino di Sangro sappiamo bene cosa significhi affrontare concretamente i problemi della Via Verde. A Lago Dragoni sono finalmente in corso importanti lavori per ricucire uno dei tratti più difficili della ciclovia, dopo anni segnati dall’erosione costiera e dal dissesto. Su quell’intervento sono state mobilitate anche importanti risorse regionali. È questo il metodo che auspichiamo anche per le ex stazioni: collaborazione tra gli enti, progetti concreti, finanziamenti individuati e opere realizzate. E proprio per questo chiediamo che il Comune di Torino di Sangro non venga considerato uno spettatore nelle decisioni sul futuro della propria ex stazione dove la provincia senza alcuna concertazione con l’ente locale indica destinazioni e fruizioni che non tengono conto della programmazione urbanistica ed economica del territorio. Abbiamo già manifestato formalmente la volontà del Comune di essere direttamente coinvolto nella proprietà, nella disponibilità e nella gestione dell’immobile e la necessità di inserirlo nella programmazione comunale di rigenerazione urbana nel quadro di una proposta di collaborazione istituzionale richiesta nell’interesse del territorio. Il recupero delle ex stazioni è un obiettivo che condividiamo tutti. Non serve trasformarlo in uno scontro tra enti. Servono invece chiarezza sui tempi, certezza delle risorse e responsabilità nell’assunzione degli impegni. Su questo il richiamo del Presidente Marsilio è fondato e condivisibile, dopo tanti anni, è arrivato il momento di trasformare le intenzioni in cantieri e servizi reali per cittadini, turisti e operatori della Costa dei Trabocchi.”
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
