Conferenza stampa dei consiglieri del Patto per l’Abruzzo
“Fondi “scarni”; un modello di finanziamento della prevenzione che “ne abbassa enormemente l’efficacia”; rete radio incompleta; necessità di manutenzione delle vasche antincendio; Coordinatori delle operazioni di spegnimento (COS) ridotti e organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Queste sono alcune delle criticità evidenziate nelle pagine del Piano antincendio boschivo (AIB) della Regione Abruzzo. Dopo un’estate segnata da incendi diffusi sul territorio, c’è da chiedersi se Regione, Presidente Marsilio o l’esecutivo, lo abbiano mai letto e perché non si è intervenuti prima sulle criticità che l’Ente stesso ha certificato. Quello che emerge dall’analisi del Piano AIB 2026-2028 non è il quadro rassicurante che oggi si vorrebbe rappresentare. È un documento ufficiale della Regione che mette nero su bianco problemi, carenze e debolezze del sistema e che rende ancora più urgente capire quali scelte politiche e finanziarie siano state compiute in questi anni”. Questo uno dei principali punti della conferenza stampa convocata dai consiglieri di opposizione in Consiglio regionale del Patto per l’Abruzzo, che hanno annunciato il deposito di un’interpellanza sullo stato della Campagna AIB regionale che chiede conto alla Giunta delle scelte assunte dal 2019 al 2026 e degli orientamenti che intende tradurre nel prossimo bilancio 2027-2029. “Basta leggere il Piano. A pagina 102 è la stessa Regione a scrivere che il sistema utilizzato per finanziare gli interventi di prevenzione presenta un limite che, testualmente “ne abbassa enormemente l’efficacia”, perché le procedure concorsuali non consentono necessariamente di intervenire nelle aree a maggior rischio dell’intero territorio regionale. Poche righe dopo il documento parla, ancora testualmente, di “scarni fondi a disposizione” e indica come soluzione più efficace una regia diretta regionale per concentrare le risorse dove il rischio è maggiore. Sempre a pagina 102 il Piano ammette che non è possibile formulare una previsione schematica delle risorse finanziarie per il triennio AIB, perché queste vengono assegnate annualmente in bilancio dalla Giunta regionale. È un’ammissione pesantissima, abbiamo un Piano triennale, ma non una corrispondente certezza finanziaria triennale sulle risorse con cui attuarlo”.
In conferenza stampa sono stati elencati numerosi punti critici del piano. “Per questo vogliamo sapere quanto la Giunta ha stanziato e realmente speso dal 2019 a oggi per prevenzione e lotta attiva; quanto per mezzi aerei e accordi con i Vigili del Fuoco; quale fosse anno per anno la consistenza reale di mezzi e attrezzature; cosa sia stato fatto su vasche, infrastrutture, radio, formazione e coordinamento; perché le tutele dell’articolo 39 per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari siano state attivate con la tempistica contestata nell’interpellanza; e soprattutto quali risorse il Presidente e la Gunta di destra intendano mettere nel bilancio 2027-2029.” “La verità – incalzano dall’opposizione – è che se la Giunta non conosceva queste criticità significa che non conosceva fino in fondo il Piano che la propria amministrazione ha approvato il 25 giugno. Se al contrario le conosceva, deve spiegare quali interventi sono stati assunti e perché siamo arrivati alla stagione degli incendi con il Piano che continuava a certificare fondi scarsi, limiti nella prevenzione, infrastrutture da manutenere, una rete radio ancora incompleta, pochi COS e un’organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Uno stallo organizzativo che rende ancora più importante il sacrificio di tutte le forze di operatori e volontari che in questi giorni stanno cercando di salvare il Morrone, a cui va il nostro più sentito ringraziamento. Il Presidente Marsilio deve limitare la propaganda e non prendersela con chi fa notare vulnerabilità che non dovrebbero esserci su un’azione di tale importanza. Serve rispondere con fatti, numeri, atti, risorse, date per valutare eventuali responsabilità. È esattamente ciò che gli chiediamo di fare in Consiglio regionale per la sicurezza dei territori e di chi li abita. E deve farlo nel più breve tempo possibile”, concludono.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
