Utilizzato come marcatura di un concetto.
“L’audizione di oggi in Commissione ha reso ancora più evidente ciò che sosteniamo da tempo: si stanno utilizzando argomentazioni tecniche per tentare di giustificare una decisione che è esclusivamente politica, quella di rinviare ancora una volta la nascita della Nuova Pescara”. Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, dopo le audizioni del responsabile dell’Ufficio di fusione Fabio Zuccarini e dei tecnici regionali sull’emendamento del presidente Sospiri che sposta la nascita del nuovo Comune dal 1° gennaio 2027 al 1° febbraio 2029. “Le criticità amministrative esistono, nessuno lo nega”, sostiene Alessandrini. “Ma non è emerso alcun impedimento insuperabile che renda impossibile la nascita del nuovo Comune dal 1° gennaio 2027 e non è venuta meno la possibilità di utilizzare i poteri sostitutivi già previsti dalla legge. Anzi, molte questioni potranno essere definitivamente risolte soltanto dopo la nascita del nuovo ente, come previsto dallo stesso presidente Sospiri nel suo emendamento”.
La consigliera del M5S ricorda che “solo pochi mesi fa Marsilio assicurava che la proroga degli adempimenti intermedi non avrebbe spostato ‘di un giorno’ la nascita della nuova città e Sospiri annunciava che, in caso di mancato rispetto della legge, sarebbero stati utilizzati i poteri sostitutivi, con la nomina di un commissario ad acta per il completamento del processo di fusione. Oggi fanno esattamente il contrario. A questo punto la loro parola perde ogni credibilità”. “Non accettiamo che dietro l’alibi dei tecnicismi si nasconda una scelta finalizzata a conservare equilibri e sopravvivenze politiche locali” aggiunge Alessandrini. “Il rinvio premia chi ha ostacolato la fusione, invece di sostituirlo per realizzarla. E lo fa ancora una volta contro una volontà che i cittadini hanno già espresso con un referendum popolare”. Per Alessandrini “se dopo dodici anni i tre Comuni non sono riusciti a completare gli adempimenti, la risposta non può essere concedere loro altri due anni. Addirittura, siamo di fronte ad amministratori locali che si sono dichiarati pubblicamente contrari alla fusione, fino ad invocare un contro referendum, bocciato dal Tribunale Amministrativo Regionale. La risposta a questi tentativi di impedire la nascita della nuova Pescara è nominare un commissario ad acta che si sostituisca agli enti inadempienti e porti a compimento il processo di fusione. Perché nessuna legge può imporre quella collaborazione politica che fino a oggi è mancata e altri venticinque mesi non possono creare una volontà che non c’è stata in dodici anni”. “Anche le associazioni di cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore, presenti oggi in audizione hanno confermato le nostre stesse perplessità e chiesto che non ci sia alcun ulteriore rinvio, nel pieno rispetto della volontà popolare”, osserva la consigliera del M5S. “È un fallimento politico su tutta la linea. E il 2029 rischia di non essere una nuova data, ma il modo per rinviare Nuova Pescara fino a non farla mai. Noi in Consiglio regionale faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per fermare questo rinvio, chiedere il commissariamento e far rispettare finalmente la volontà dei cittadini”, conclude Alessandrini.
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