Appello a Sindaci, provincia, regione per fare ricorso alla sentenza del Tar
“L’istituzione del Parco della costa Teatina significherebbe decretare la morte dell’agricoltura, dell’artigianato e delle prospettive di sviluppo della Costa dei Trabocchi. Solo chi non conosce le dinamiche dei parchi può sostenere il contrario, soprattutto in un territorio fortemente antropizzato e che guarda al futuro attraverso gli investimenti”. Così Maurizio Bucci, commissario provinciale Lega Chieti e sindaco di Gamberale, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Lanciano. “Che futuro – chiede – avrebbero le cantine sociali? Che ne sarebbe della Via Verde se venisse meno la possibilità di realizzare nuove strutture ricettive a supporto del turismo? È stato valutato quale impatto potrebbe avere l’istituzione del Parco su eventuali investimenti strategici come quello di Renexia a Ortona? Nella mia esperienza decennale come componente del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale della Maiella, ho potuto conoscere da vicino il funzionamento di queste realtà e sono convinto che, in un contesto come quello della Costa Teatina, il rischio sia quello di compromettere le opportunità di crescita del territorio. In Abruzzo il 30% della superficie è già sottoposto a tutela attraverso parchi e riserve: istituire oggi un nuovo Parco lungo la costa rappresenterebbe una scelta anacronistica, non più rispondente alle esigenze del territorio.
Inoltre, lungo la Costa dei Trabocchi esistono già diverse riserve naturali; mi riferisco in particolare a quelle di Marina di Vasto, di Punta Aderci (anche SIC), del Bosco di Don Venanzio e la Lecceta di Torino di Sangro oltre ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) come il Fosso delle Farfalle, il Biotopo di San Salvo e i Ripari di Giobbe. Si tratta di aree già tutelate, che potrebbero essere meglio collegate tra loro, ma calare dall’alto e inglobare tutto all’interno di un Parco sarebbe inutile. Occorre poi considerare anche l’aspetto economico che riguarda i Parchi. Basta dare un’occhiata ai bilanci per rendersi conto che le risorse sono scarse e così non si aiutano le popolazioni e le attività agricole e artigianali che operano quotidianamente sul territorio. La politica deve mobilitarsi. Rivolgo un appello in particolare ai colleghi sindaci della zona affinché, insieme alla Provincia e alla Regione, intraprendano ogni iniziativa utile per impedire che questo progetto venga portato a compimento. I territori devono essere governati dai sindaci e dalle istituzioni democraticamente elette. Non possono essere un tribunale amministrativo o un’associazione ambientalista a deciderne il futuro. Apprendo, inoltre, con stupore che il WWF sarebbe intenzionato a inviare una diffida ai Comuni, chiedendo la sospensione di ogni atto urbanistico nelle more dell’eventuale istituzione del Parco. I sindaci – conclude Bucci – devono capire che istituire il parco significa consegnarsi ad un sistema che nulla ha a che vedere con le esigenze e potenzialità del nostro amato territorio che va rispettato e tutelato, ma in maniera diversa e cioè attraverso politiche ambientali adeguate al contesto territoriale e definite dagli amministratori”.
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