
Stipulato un patto di Amicizia tra la Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola di Assisi e la Basilica di Collemaggio
La Chiusura della Porta Santa ed il corteo di rientro hanno concluso l’edizione 731 della Perdonanza Celestiniana a L’Aquila. La Santa Messa stazionale è stata presieduta da Sua Ecc.za Mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila. Al termine della Celebrazione Eucaristica è avvenuta la lettura e la consegna del Patto di Amicizia tra la Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola di Assisi e la Basilica di S. Maria di Collemaggio in L’Aquila. L’Arcivescovo Metropolita Mons. Antonio D’Angelo, durante l’omelia della Messa in onore di San Giovanni Battista per la chiusura della Porta Santa di S. Maria di Collemaggio ha detto: “Abbiamo fatto un gesto molto semplice, attraversando la Porta Santa, che in se ha un valore simbolico molto forte: ci riporta a Cristo che è la Porta per il Regno. Il Regno inizia già in questo presente perché rigenerati dallo Spirito Santo, viviamo ora la vita nuova nella logica del Vangelo. Nel vangelo di Giovanni, Gesù dice: “in verità in verità, io sono la porta delle pecore”(Gv 10,7), questa è una dichiarazione solenne carica di speranza che alimenta la fiducia. Nel corso della nostra esistenza siamo confortati dalla presenza di un Dio vicino, noi siamo quel gregge che è introdotto nella vita nuova, tutto ciò accade nella gratuità dell’amore del Padre. Stiamo vivendo l’Anno giubilare, e Papa Francesco ci ha invitati a ripensarci come “Pellegrini di speranza”, saremo veramente tali nella misura in cui diamo la disponibilità a Cristo di entrare nel nostro cuore, Lui spalanca la porta del futuro all’uomo e all’intera umanità, vincendo la morte con la sua Risurrezione. L’amore di Dio è talmente grande che è capace di amare anche chi gli è ostile e ci rende adulti nell’amore. Oggi c’è proprio bisogno di uomini e donne adulti nell’amore. Papa Francesco ha definito L’Aquila Capitale del perdono, un titolo bello ma oneroso, perché chiamati a vivere il perdono, che, come affermato da Papa Leone XIV di recente, possiamo ben comprendere è amore infinito, capace di amare fino in fondo. Credo questa sia la spiritualità che siamo chiamati a curare per essere una comunità illuminata e illuminante di amore e di perdono. Sia questa la gioia del nostro cuore, sia questa la Perdonanza celestiniana! Siamo chiamati ad essere profeti di misericordia”.
Dopo la lettura del Patto, il sindaco dell’Aquila e Presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi, ha pronunciato il suo discorso: “Celestino ci insegna che il perdono è speranza nel futuro, perché accantonando il rancore, si superano le ferite e si riannodano i fili spezzati, liberando così il passato dalle sovrastrutture negative per esaltarne gli aspetti valoriali, in un processo virtuoso che consente di creare le condizioni per progettare il futuro. La cultura non è ideologia, non è di una parte, la cultura è come respirare, è di tutti e per tutti, non ti impone un pensiero unico, ti sostiene nella elaborazione di un tuo pensiero. L’Aquila, il suo territorio, le aree interne dell’Appennino sono memoria, tradizione, arte, architettura, paesaggi che nutrono il corpo e la mente. Una cultura è viva se sa conservare e esaltare, oltre il tempo che travalica i secoli, le proprie radici. E la Perdonanza celestiniana è la radice che stupisce, promette, consola e proietta nel futuro; è nascita e rinascita della nostra comunità”.
