
Il Sindaco Carlo Masci in conferenza stampa annuncia il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar
La decisione del Tar di annullare il risultato delle elezioni amministrative di Pescara del 2024 di 27 sezioni per presunte irregolarità ai seggi ha causato una serie di reazioni politiche. Il Tar ha disposto che “Fino alla nuova proclamazione, a seguito del rinnovo parziale delle elezioni, gli attuali organi elettivi comunali continuano a esercitare le loro funzioni, per quanto attiene all’ordinaria amministrazione e agli atti urgenti e indifferibili”. In una conferenza stampa il sindaco Carlo Masci ha preannunciato il ricorso al Consiglio di Stato mentre Carlo Costantini, candidato del centro sinistra, incontrando i giornalisti ha espresso la sua soddisfazione per la decisione del Tar “Per Pescara è una pagina vergognosa che andrebbe subito chiusa e Masci dovrebbe dimettersi.” ha dichiarato.

IL COMMENTO DI CAMILLO D’ALESSANDRO (ITALIA VIVA) ” Gianluca Fusilli torna in campo per il comune di Pescara e rappresenta l’unica offerta politica che consente di conquistare il ballottaggio. Poi si vedrà se, anche al secondo turno, prevarranno i veti rispetto al dovere dei voti. Se rimettiamo indietro le lancette dell’orologio e torniamo a giugno 2024 ci fu il veto su Azione e sulla lista degli Stati uniti d’Europa da parte dei 5Stelle, e subita da Costantini. Spero che dopo un anno siano consapevoli tutti che sei vuoi essere alternativa devi essere credibile.” “Accettammo il risultato più di un anno fa’, non nascondemmo che non solo fosse sotto le nostre aspettative, ma c’era qualcosa che non riuscivamo a comprendere, soprattutto in molte di quelle sezioni contestate non ci ridavano i conti. I sondaggi allora ci davano esattamente il doppio di quanto poi risultò dall’esito elettorale” “In questo periodo l’amministrazione comunale di Pescara ha esaurito la forza della narrazione, la novità è che la rottura è a destra dell’elettorato nei confronti di Masci, ma mai andrebbero a votare a sinistra. Per questo il voto utile a Pescara è Gianluca Fusilli, l’unico che può incrociare un voto deluso degli elettori di destra” COMMENTO ON.LE LUCIANO D’ALFONSO Oltre 16mila cittadini di Pescara aventi diritto al voto dovranno tornare alle urne per decidere il nome del sindaco del capoluogo adriatico. E’ quanto ha stabilito la lungamente attesa sentenza del Tribunale amministrativo regionale che si è definitivamente pronunciata sul ricorso presentato da due cittadini e dall’ex consigliera Stefania Catalano circa l’esito della competizione elettorale che ha consentito all’avvocato Masci di evitare il ballottaggio per soli 584 voti, una sentenza che riapre la partita in 27 sezioni, ovvero per il 16 per cento degli elettori di Pescara. Una sentenza che oggi offre diversi spunti di riflessione. Innanzitutto sullo spazio temporale impiegato per giungere alla sentenza, arrivata a oltre un anno di distanza dal voto. Almeno 365 giorni di distanza lasciano presupporre che ci sia stato un dibattimento intenso, giuridicamente e amministrativamente combattuto in seno al Tar, che si è tradotto in quasi 100 pagine di motivazioni, che andremo a leggere in maniera approfondita a mente fredda e penne pronte a prendere appunti da tradurre in atti tipici. Altra riflessione, più meditata e amara, sul rinvenimento di plichi elettorali manomessi in ben 21 sezioni sulle 27 in cui il voto è stato annullato, con relativa trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per le attività di competenza, replicando quanto accaduto nelle scorse ore a proposito della gara inerente alla gestione delle mense ospedaliere in Abruzzo. Ovvero, il Tar ha evidentemente ravvisato atti talmente gravi da avere la necessità di coinvolgere la Magistratura penale e anche su questo ci riserviamo di leggere in maniera dettagliata ogni singolo rigo di quella parte della sentenza, perché ora è il momento di capire in maniera chiara dove si è creato il vuoto amministrativo. Occorre capire quale sia il livello di coinvolgimento di tutti gli attori, dove sia cominciata la eventuale libera iniziativa di presidenti e scrutatori di seggio, che sono pubblici ufficiali a tutti gli effetti, e quali siano le ragioni a monte. Quelle oggi oggetto di revisione sembrano operazioni elettorali di natura bulgara caratterizzate da una incredibile e sconcertante fragilità organizzativa. Interessante è il disposto dell’ordinaria amministrazione e degli atti indifferibili e urgenti che viene consentita agli amministratori in carica fino al ritorno alle urne. Questo a riprova del contenuto impegnativo della sentenza e di quanto questa debba invitare a una riflessione profonda la classe dirigente in carica con un atto di coraggio che tenga conto di tutta la consapevolezza necessaria. Credo che tale sentenza, meritevole di aver ripristinato in parte la verità di una partita elettorale che in potenza avrebbe potuto avere altra sorte determinata da quello spauracchio, tutto del centrodestra, chiamato ‘ballottaggio’, scriva una brutta pagina per la città di Pescara che, a un anno e mezzo dalla nascita della Nuova Pescara, comunque richiamerà alle urne oltre 16mila elettori, che dovranno essere formati e informati su quanto accaduto e sulle ragioni che hanno determinato la loro nuova espressione. Alla lettura completa della sentenza, si faranno tutte le considerazioni, che probabilmente richiederebbero ben altro atto di coraggio da parte dell’amministrazione in carica.
COMMENTO DELL’ON.LE GUERINO TESTA “La sentenza del TAR Pescara, il giorno dopo, lascia più ombre che luci. L’applicazione ad intermittenza del principio della strumentalità delle forme, che mira a salvaguardare la volontà degli elettori, non potrà superare il vaglio del Consiglio di Stato. Per un motivo semplice: la volontà degli elettori della città di Pescara è stata chiara nei risultati legittimamente acquisiti. Le anomalie evidenziate dalla sentenza riguardano le attività di presidenti e segretari di seggio nominati dalla Corte d’Appello, e non possono neppure lontanamente essere riferibili alla politica di alcuno schieramento. Il centrodestra ha dimostrato di meritare il governo della città, e non si nutrono dubbi sul fatto che questa legislatura comunale possa e debba portare avanti le sue iniziative. Piuttosto, vanno segnalate una serie di difficoltà che la sentenza crea sulla continuità amministrativa e gestionale, ma anche di tipo interpretativo: mi chiedo, ad esempio, chi voterà nel seggio dell’ospedale? I ricoverati dell’anno scorso o quelli di oggi? Per questo confidiamo che il Consiglio di Stato possa sospendere al più presto la sentenza del TAR e riesaminare con maggiore coerenza il principio cardine del giudizio elettorale, costituito dalla conservazione della volontà dell’elettore”

