Una manifestazione di protesta contro la chiusura di chirurgia.
La decisione della Asl Lanciano Vasto Chieti di chiudere le sale chirurgiche dell’Ospedale di Atessa a partire dal 7 aprile ha riproposto il problema della penalizzazione del territorio sangrino e delle aree interne, Questa mattina ad Atessa sono scesi in piazza amministratori, cittadini, studenti per difendere il presidio ospedaliero dall’ulteriore decapitazione. Il Sindaco Nicola Cicchitti già ieri ha scritto al Prefetto di Chieti affinchè si faccia promotore di un incontro tra le parti. Ed oggi la Asl ha diffuso il seguente comunicato per motivare la scelta su Atessa. Eccone il testo:
Una manovra necessaria per continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza e rispettare i vincoli imposti dal Decreto del Commissario sui costi del lavoro flessibile. Queste le ragioni che hanno indotto la Direzione aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti a bloccare l’attività chirurgica all’ospedale di Atessa.
La questione nasce da gravi carenze di organico che vengono a crearsi per l’impossibilità di rinnovare il contratto, scaduto il 31 marzo, di 41 lavoratori acquisiti con la formula del lavoro interinale, che rappresenta per l’Azienda una voce di spesa da riallineare al limite fissato dal decreto n. 5 dell’11 febbraio scorso emanato dal Commissario ad acta per la Sanità della Regione Abruzzo. Il provvedimento impone il dimezzamento della spesa sostenuta per il personale flessibile riferita all’anno 2009, in applicazione dell’articolo 9 del Dl 78 del 2010, e che quindi obbliga la Asl a manovre e scelte drastiche, visto che lo scorso anno il ricorso ai contratti a tempo determinato era stato necessario per fare fronte a situazioni urgenti.
Si tratta, quindi, di redistribuire il personale in organico per rimpiazzare i posti lasciati scoperti dai lavoratori con contratto scaduto, e di accentrare alcune attività, come quelle chirurgiche, a Lanciano, con la finalità di assicurare continuità ai livelli essenziali di assistenza e nello stesso tempo maggiore sicurezza agli utenti.
Altri provvedimenti di rimodulazione di servizi saranno adottati, nei prossimi mesi, per fare fronte a nuove situazioni critiche che si verificheranno alla scadenza di altri contratti flessibili che non potranno essere rinnovati.
