[pullquote style=”left” quote=”dark”]Ovunque è possibile scorgere un elogio delle proteine e dei benefici alle stesse connesse, ma attenzione! Questo elogio, come tutti gli altri del resto, non deve essere inteso in assoluto per un semplice motivo: ogni cosa, deve essere valutata e studiata non singolarmente, ma in relazione agli altri elementi che, a vario titolo, la determinano e la influenzano.
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Ecco che emergono così fattori quali la scarsa digeribilità delle proteine in caso di mancanza di vitamine, o problemi di metabolismo nei casi in cui non si riscontri una adeguata presenza di lipidi e glucidi. Ecco perché i frutti che la terra ci offre appaiono una soluzione ottimale! Essi, infatti, appaiono come una perfetta sintesi dei vari componenti richiesti dall’organismo, e sono quindi in grado di rispondere alle richieste nutrizionali del nostro corpo.
Sebbene, infatti, anche le carni contengano una grande percentuale di proteine, appare evidente dagli studi condotti che le proteine da carne non siano “benevole” come quelle della frutta. Il fatto che gli uomini preistorici si nutrissero solo di frutta fa del resto emergere come i prodotti della terra siano, da soli, sufficienti a consentire la vita dell’uomo. Studi svolti in Usa e Inghilterra hanno avvalorato tale ipotesi, fondando le loro teorie a partire da due concetti principali. Per prima cosa è stato messo in evidenza che un elevato apporto proteico è dannoso per l’uomo stesso; in seconda istanza si è proceduto ad una vero e proprio confronto tra frutta e latte materno.
[/one_third] [one_third_last]Questa ultima analisi ha consentito di mettere in evidenza come, nei fatti la frutta si presenti come successore naturale di tale latte, teoricamente è come se il bambino si dotasse della dentatura solo per passare dal latte alla frutta. Naturalmente, fino ad ora, si è parlato della frutta in generale ma, è bene ricordarlo, i valori proteici della frutta variano tra le varie tipologie. Se, ad esempio un dattero ha il 2,2% di valori proteici, con l’albicocca scendiamo allo 0.8%. Lo 0.9%, invece, è garantito da anguria, cetriolo e limone. [/one_third_last]
