Celebrati anche i 100 anni dal terremoto.
Si è concluso ieri, 2 giugno, a Morino Vecchio il Cammino dell’accoglienza; una lunga escursione durata tre giorni che per il secondo anno ha attraversato i luoghi simbolo della II Guerra Mondiale e della Resistenza, rievocando l’ospitalità che le popolazioni dimostrarono nell’ accogliere i prigionieri alleati e quest’anno attraversando anche i paesi colpiti dal terribile terremoto che la mattina del 13 gennaio 1915 colpì la Marsica e la Valle Roveto. Nella splendida cornice del borgo Morino Vecchio liberato dai rovi, ritornato allo suo splendore e reso visitabile grazie all’opera di numerosi morinesi che nell’ultimo anno hanno messo a disposizione tempo, passione, professionalità, sono arrivati centinaia di escursionisti che hanno partecipato al Cammino dell’Accoglienza: studenti ed insegnanti delle scuole della Rete del Cammino dell’Accoglienza, semplici cittadini che hanno voluto celebrare la Festa della Repubblica, la conclusione del Cammino e il ricordo del Centenario del Terremoto in un luogo che tanto ha da raccontare e che lo ha fatto attraverso le visite nel borgo curate da un gruppo di ragazzi, componenti del Comitato per il Terremoto di Morino del 1915, Operatori della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, Educatori del CEA Zompo lo Schioppo e dell’Associazione Valley Pro Bike.
Alle 900 presenze si aggiungono quelle eccellenti del Prefetto Francesco Alecci, del comandante regionale dei Vigili del Fuoco Giorgio Alocci, del Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, del Consigliere Regionale Lorenzo Berardinetti, del generale della polizia penitenziaria Mauro D’Amico, del presidente del Tribunale di Avezzano Eugenio Forgillo, del capo di Stato Maggiore del Comando Militare Esercito Abruzzo colonnello Carlo Scarsella, del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tagliacozzo, capitano Edoardo Commandè, del Presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis, del consigliere provinciale Felicia Mazzocchi, dei Sindaci dei Comuni della Valle Roveto e della Marsica,di Sora e Pescosolido, di Mauro Natalia, Coordinatore del Comitato Valle Roveto Terremoto 1915, Carlo Komel, Presidente dell’Associazione Cammino dell’Accoglienza, di Anna Amanzi, responsabile della Rete Scuole in Cammino.
Il sindaco di Morino Roberto D’Amico, accogliendo gli escursionisti e le autorità politiche e militari presenti, ha sottolineato quanto le piccole realtà siano in difficoltà per la condizione economica e gli sforzi che si chiedono ad amministrazioni e cittadini ma riescano comunque ad essere un motore economico e culturale forte, alimentato dai valori di solidarietà ed operosità. Ha ringraziato poi quanti sono intervenuti alla manifestazioni e tutti quelli che hanno contribuito a riportare Morino allo splendore di cui ora tutti possono godere avventurandosi in percorsi puliti e sicuri ed ha auspicato la
partecipazione dei comuni limitrofi nell’organizzazione e sistemazione di percorsi escursionistici che possano far scoprire, a chi ancora non le conosce, le bellezze nascoste della Valle Roveto.
La giornata ha visto l’inaugurazione di due monumenti, “Terra Accogliente” dedicato al Cammino dell’Accoglienza che raffigura una madre che stringe i propri figli, realizzato dai ragazzi del Liceo Artistico “V.Bellisario” di Avezzano e posizionato all’ingresso dell’enorme piazzale che ha ospitato la manifestazione, l’altro realizzato da Samuele Di Marco, installato ai piedi del campanile della Chiesa di Morino Vecchio, “La fiamma della vita”, un monumento che rappresenta la rinascita dalle pietre, una fiamma che si eleva al cielo, che celebra il centenario del Terremoto del 13 Gennaio 1915.
Durante la manifestazione sono stati esposti i lavori realizzati dalla Rete Scuole Cammino, i prodotti di un anno di lavoro sul terremoto, sul comportamento da tenere in caso di terremoto, sui ricordi di com’era la Valle Roveto e la Marsica prima e dopo il sisma hanno dato vita ad un colorato percorso di disegni, plastici, riproduzioni e prototipi oltre a documentari e video per cui è stata allestita un’apposita sala proiezioni in una delle case rimaste in piedi dopo il terremoto del 1915.
