Si è discusso sulle pportunità offerte dall’AI
L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una leva concreta di competitività per le Piccole e Medie Imprese. È questo il messaggio emerso dall’incontro “AI x PMI – Intelligenza Artificiale a servizio delle Piccole e Medie Imprese“, promosso dalla Sezione Facility Management, Legno Arredo e Varie di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e ospitato ieri nella sede di Pescara. L’iniziativa ha riunito imprenditori, rappresentanti del mondo accademico ed esperti per analizzare le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale e condividere casi concreti di applicazione nelle imprese. Un tema sempre più attuale, anche alla luce del dato che vede l’utilizzo dell’AI nelle PMI italiane salire al 16%, il doppio rispetto all’anno precedente, segnale di una trasformazione ormai in atto. Ad aprire i lavori sono stati il Presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico Lorenzo Dattoli e il Presidente della Sezione Facility Management, Legno Arredo e Varie Giulio Di Giacomo. Dattoli ha dichiarato: “L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle grandi sfide di competitività che il nostro sistema produttivo è chiamato ad affrontare. Secondo elaborazioni su dati ISTAT richiamate dal sistema Confindustria, le PMI costituiscono la quasi totalità delle imprese, occupano oltre il 76% degli addetti e generano circa il 65% del valore aggiunto nazionale. Per un territorio come l’Abruzzo, caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese e da importanti filiere manifatturiere, l’IA può diventare un fattore decisivo di crescita, innovazione e sviluppo, a condizione che venga accompagnata da investimenti nelle competenze, nella formazione e nella cultura digitale”. Di Giacomo, promotore dell’iniziativa, ha sottolineato: “L’Intelligenza Artificiale riguarda il presente delle imprese. Come Internet trent’anni fa, diventerà una tecnologia trasversale a tutti i settori. Per le PMI rappresenta una straordinaria opportunità: non sostituisce l’imprenditore, ma ne rafforza la capacità decisionale, aumenta la produttività e libera tempo da dedicare alle attività a maggior valore aggiunto. In un’epoca fortemente caratterizzata dall’incertezza, dal cambiamento e dalla richiesta di investimenti per impiegare le nuove tecnologie, è fondamentale per gli imprenditori sapere cosa effettivamente oggi funziona e cosa aspettarsi dal futuro, e allo stesso tempo quali sono i rischi impliciti ed espliciti. Siamo in presenza di una tecnologia decisamente disruptive rispetto alle precedenti. È fondamentale una comprensione piena dell’AI per potersi orientare efficacemente nel suo utilizzo”.
Il professor Giuseppe Italiano, Prorettore per l’Artificial Intelligence e le Digital Skills della LUISS e tra le voci più autorevoli nel campo, ha evidenziato come “l’AI non sia un semplice software, ma una nuova infrastruttura della conoscenza”. Il vero vantaggio competitivo, ha spiegato, nasce dalla capacità di integrarla nei processi aziendali: l’IA non elimina il valore dell’esperienza, ma moltiplica quello delle persone esperte”.Sugli utilizzi attuali e prospettici dell’IA nelle PMI, sono intervenuti Luca Del Vecchio, Direttore dell’Area Politiche per il Digitale e Filiere, Scienze della Vita e Ricerca di Confindustria, Carlo Piemonte, Direttore Generale di FederlegnoArredo – in collegamento – e Fabio Di Berardino, cofondatore e Amministratore Delegato di Texol. L’Azienda, nata ad Alanno nel 2005, è produttore innovativo di film perforati e materie prime per l’industria igienica e medica, affermato sui mercati internazionali: ha ottenuto un positivo impatto sulla produttività aziendale, in particolare per il settore della qualità, grazie all’introduzione di strumenti IA. Come ha sottolineato Del Vecchio: “L’intelligenza artificiale non è una tecnologia da acquistare, ma un ecosistema da costruire e governare. La sua adozione nelle imprese italiane è più che raddoppiata in un anno, passando dall’8% al 16,4%, ma resta ancora sotto la media europea. Per le PMI, soprattutto in un territorio manifatturiero come l’Abruzzo, la sfida è riuscire a trasformarla in uno strumento concreto per innovare processi e prodotti, valorizzando i dati e le competenze. Confindustria lavora per rendere possibile questa trasformazione, accompagnando le imprese nella valutazione della propria maturità digitale, nella formazione e nell’accesso a dati, tecnologie e capacità di calcolo”. Piemonte ha aggiunto: “L’intelligenza artificiale non sostituisce le competenze: le valorizza. Se scelta e formata correttamente, diventa un alleato, è un moltiplicatore di valore: aiuta le imprese a trasformare i dati in decisioni più efficaci e ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dei mercati.” Nicola Di Marcoberardino, Amministratore Delegato di Confindustria Servizi Medio Adriatico ha posto l’attenzione sull’evoluzione delle applicazioni aziendali dell’Intelligenza Artificiale: “Strumenti come ChatGPT e Claude hanno reso accessibili capacità straordinarie anche alle PMI. Il vero salto di qualità, però, si realizza quando l’AI viene personalizzata sui dati dell’impresa, integrata nei processi e governata in modo sicuro. L’AI generica aumenta la produttività individuale; quella contestualizzata trasforma l’organizzazione”.
Le conclusioni sono state affidate a Massimo Pomilio, Presidente della Piccola Industria di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e Amministratore Delegato di Pomilio Blumm, e a Giammario Cauti, Vice Presidente della Sezione Servizi Innovativi e CEO del Gruppo Metron. Pomilio ha sottolineato: “L’intelligenza artificiale trova oggi le sue principali applicazioni nel marketing, nelle vendite e nei processi amministrativi, ma il vero ostacolo alla sua diffusione non è il costo: è la cultura. Le imprese indicano infatti nella carenza di competenze e nella qualità dei dati le principali sfide per adottare efficacemente queste tecnologie. È il tempo la risorsa più preziosa che l’intelligenza artificiale può restituire alle aziende. Per questo è fondamentale adottarla con metodo, scegliendo i processi in cui crea un reale valore, senza rincorrere l’automazione a tutti i costi. L’approccio vincente parte sempre da una domanda: capire come lavora l’azienda per individuare dove l’innovazione può fare davvero la differenza.” Cultura, tecnologia e formazione le parole chiave nell’intervento di Cauti: “L’intelligenza artificiale non va vista come una minaccia, ma come un moltiplicatore delle capacità umane, proprio come lo sono stati il motore a vapore, l’elettricità e Internet. Ogni innovazione ha trasformato il mondo del lavoro: alcuni mestieri sono scomparsi, ma ne sono nati altri, creando nuove opportunità. L’esperienza raccontata dagli imprenditori dimostra che i risultati arrivano quando si investe nella cultura dell’innovazione: individuare i processi su cui intervenire, affidarsi a partner competenti, adottare tecnologie adeguate e coinvolgere le persone. È così che l’intelligenza artificiale genera maggiore efficienza, produttività e competitività. Imprese, Confindustria, università e scuola devono lavorare insieme per preparare i giovani alle professionalità richieste dal futuro, che stanno cambiando a una velocità senza precedenti.” Ha moderato Laura Federicis Senior Adviser Area Comunicazione di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.
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