Aggrediti agenti di polizia penitenziaria.
Alta tensione nel carcere di Lanciano, con tre poliziotti penitenziari aggrediti e un altro ristretto ferito da un detenuto italiano con evidenti problemi psichiatrici in altrettanti episodi violenti accaduti in carcere. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Il resoconto delle giornate di follia è affidata a Piero Di Campli, dirigente sindacale SAPPE e rappresentante del carcere di Lanciano: “Durante le festività pasquali è accaduto di tutto. Un detenuto inspiegabilmente ritenuto sano di mente, ha prima aggredito il compagno di cella ed ha poi devastato la cella, lesionandosi gravemente anche il proprio corpo. Ha quindi colpito con un violento pugno un Sovrintendente della Polizia Penitenziaria che cercava di ricondurlo alla ragione ed ha distrutto una seconda cella, dando inoltre in escandescenza e ferendo altri due poliziotti penitenziari. Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere – come a Lanciano – con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, ed hanno gestito al meglio questi gravi eventi critici” Da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece aggiunge: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, destinando i detenuti con evidenti problemi psichici in un regime penitenziario differenziato. Le carceri scoppiano, ma per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. E nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8mila Agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l’assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partire dall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Manifesteremo anche per questo, il 18 e 19 aprile prossimo davanti al carcere di Roma Rebibbia. Non contro il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che stimiamo, ma per portare l’ira e le urla di rabbia di chi ogni giorno rischia di essere aggredito e ferito perché rappresenta lo Stato nella prima linea delle sezioni detentive, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Come dimostra quel che è accaduto negli ultimi giorni nel carcere di Lanciano ”.
