Si è parlato di trasformazioni urbane e nuove sfide
Seconda edizione dell’iniziativa “Città del Futuro” promossa da ANCE e dedicata alle trasformazioni urbane e alle nuove sfide per i territori. Al centro del dibattito il ruolo degli investimenti, delle infrastrutture e della collaborazione tra istituzioni e imprese per accompagnare lo sviluppo delle comunità.
«Le città stanno attraversando una fase di profonda trasformazione e abbiamo il dovere di governare questo cambiamento con una visione di lungo periodo. Parlare di città del futuro significa innanzitutto parlare di infrastrutture, rigenerazione urbana, innovazione e qualità dei territori».
Lo ha dichiarato il senatore Guido Liris, Capogruppo in Commissione Bilancio commentando la seconda edizione di “Città nel Futuro” di ANCE 2026, momento di confronto tra istituzioni, imprese e protagonisti del mondo economico e sociale sui temi dello sviluppo urbano.
«La sfida – ha sottolineato Liris – è creare le condizioni affinché le nostre città siano sempre più sostenibili, inclusive e competitive, senza perdere di vista le esigenze concrete delle comunità. Questo significa continuare a investire nella qualità dello spazio urbano, nella mobilità, nelle infrastrutture e nella capacità dei territori di attrarre investimenti e opportunità».
Nel corso dell’iniziativa, alla presenza del ministro Nello Musumeci, del direttore della manifestazione Francesco Rutelli e del presidente di ANCE Antonio Ciucci, è stato affrontato il tema delle trasformazioni che interesseranno le città nei prossimi anni e della necessità di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e sistema produttivo.
«Il rapporto tra pubblico e privato – ha aggiunto Liris – è fondamentale. Le istituzioni devono creare un quadro stabile, mettere a disposizione strumenti adeguati e accompagnare gli investimenti; le imprese devono poter operare con tempi certi e con una prospettiva chiara. Solo attraverso questa sinergia possiamo trasformare i progetti in opere e le risorse in crescita concreta».
«La vera sfida – ha concluso il senatore – è fare in modo che la trasformazione urbana non riguardi soltanto le grandi aree metropolitane, ma coinvolga anche i territori più piccoli e le aree interne. La qualità delle infrastrutture e dei servizi è una condizione essenziale per garantire sviluppo, competitività e coesione. Investire sui territori significa investire sulla capacità dell’Italia di crescere».
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