organizzato dall’Osservatorio Regionale Legalità della Regione Abruzzo
Si è svolto questa mattina a Lanciano “Legalità, Modalità ON”, l’iniziativa di forte impegno civile e istituzionale che presso la chiesa situata nel quartiere Santa Rita ha ospitato i massimi vertici della sicurezza pubblica del territorio e simboli della lotta alla criminalità organizzata come Angiolo Pellegrini, Generale dei Carabinieri e diretto collaboratore di Giovanni Falcone. Per la prima volta il convegno si è tenuto su un palco posizionato proprio di fronte all’altare, rompendo il silenzio e trasformando lo spazio sacro nel centro di un riscatto collettivo. L’appuntamento, organizzato dall’Osservatorio Regionale della Legalità della Regione Abruzzo in collaborazione con il Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, il Comune di Lanciano e la Parrocchia del Santo Spirito, ha voluto così dare una risposta chiara, ferma e corale a un quartiere complesso, finito troppe volte sotto i riflettori della cronaca recente per spaccio di droga, occupazione abusiva di case popolari, duri scontri tra clan familiari ed episodi vandalici. L’incontro, nato su proposta del parroco della chiesa dello Spirito Santo, Monsignor Nicola Giampietro, della Presidente dell’Associazione Omnis Terra Lidia Favia e dell’Assessorato alla Sicurezza Urbana del Comune di Lanciano, ha rappresentato un’occasione di confronto sul rispetto delle regole tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “G. D’Annunzio” di Lanciano e i rappresentanti dello Stato sul territorio. Ad aprire il convegno sono stati i saluti da parte del Sindaco della città, Filippo Paolini, della Dirigente scolastica dell’I.C. “G. D’Annunzio”, la professoressa Anna Di Nizio, dell’Assessore regionale Tiziana Magnacca e dell’Arcivescovo della Diocesi di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone.
L’appuntamento, moderato dalla giornalista Martina Luciani, è entrato poi nel vivo con gli interventi del Prefetto di Chieti e massima autorità di pubblica sicurezza della provincia, la dottoressa Silvana D’Agostino, del Parroco della chiesa dello Spirito Santo, Monsignor Nicola Giampietro, dell’Assessore con la delega alla sicurezza urbana del Comune di Lanciano, Tonia Paolucci, e del Consigliere regionale e Presidente dell’Osservatorio della legalità Francesco Prospero. «La vera legalità nasce dal cuore», così ha esordito il Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino. «Immaginate la vita come se fosse una partita di calcio in una parrocchia come questa. Se il compagno di gioco non rispetta il regolamento, – ha fatto presente la dottoressa D’Agostino rivolgendosi ai più giovani – non c’è più divertimento. Le regole servono per farci vivere bene e non devono essere intese come una limitazione della nostra libertà. Bisogna essere liberi, ma sempre responsabili delle proprie azioni, perché la libertà termina dove incomincia quella dell’altro». «La legalità – ha voluto precisare Monsignor Nicola Giampietro – è rispetto, la legalità è responsabilità, la legalità è avere il coraggio di scegliere il bene, anche quando è più difficile. È difendere chi è più debole e non voltarsi mai dall’altra parte davanti a un’ingiustizia. E ricordate che il futuro si costruisce con il coraggio delle scelte giuste». «Le forze dell’ordine – ha fatto presente l’Assessore comunale Tonia Paolucci davanti alla platea composta da studenti e rappresentanti dello Stato, tra cui il Questore di Chieti, il dottor Leonida Marseglia, e sindaci del territorio come il primo cittadino di Chieti Diego Ferrara – sono figure con cui bisogna confrontarsi e dialogare, perché credo che solo così possiamo davvero costruire insieme un quartiere e una città migliori. Dobbiamo imparare a parlare e a collaborare, perché insieme a loro possiamo affrontare e risolvere tanti problemi. Qui sono presenti tutti gli attori che possono aiutarvi a costruire un futuro migliore. Fidatevi di noi, fidatevi delle istituzioni, perché le istituzioni siete voi ragazzi». Il momento centrale dell’incontro è stato la testimonianza del Generale Angiolo Pellegrini. Storico comandante della sezione antimafia di Palermo tra il 1981 e il 1985, Pellegrini è stato uno dei più stretti uomini di fiducia del giudice Giovanni Falcone, lavorando al suo fianco e a quello di Paolo Borsellino nelle indagini più cruciali contro Cosa Nostra. Il Generale, ripercorrendo i drammatici anni della lotta a Cosa Nostra al fianco dei giudici del Pool antimafia, ha offerto agli studenti e alle autorità presenti uno spaccato crudo e potente di quel periodo storico: «In quegli anni Palermo era una città sottomessa all’arroganza mafiosa, dove i boss ostentavano un potere assoluto, quasi nobiliare, e i loro eventi privati vedevano la partecipazione della Palermo bene. C’era una guerra feroce tra clan, si sparava ogni giorno, esplodevano bombe e la cittadinanza viveva nel terrore, costretta a un coprifuoco di fatto». «Il vero motore della mafia – ha poi aggiunto Pellegrini – era l’accumulo di denaro. In questo contesto l’intuizione di Giovanni Falcone cambiò per sempre la storia. Falcone capì che per battere la mafia bisognava superare la logica di investigare sui singoli omicidi isolati, cercando invece i collegamenti tra di essi. Ma la vera svolta fu un’altra: capire che bisognava colpire i clan nel loro punto vitale, ovvero seguendo il denaro. Creò una squadra straordinaria e affiatata, unendo le forze di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Entrammo nelle banche, spulciammo la contabilità e sequestrammo centinaia di conti correnti e una marea di assegni circolari da venti milioni di lire l’uno. Fu l’applicazione di quel metodo a dimostrare che la mafia non era invincibile e che lo Stato, quando è unito, organizzato e determinato, sa colpire dritto al cuore».
«Nel ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ha dichiarato a conclusione dell’evento il Presidente dell’Osservatorio della legalità Francesco Prospero – abbiamo voluto ribadire che la legalità non è un concetto astratto né una semplice commemorazione. È una scelta quotidiana che si costruisce attraverso l’educazione, l’ascolto, la partecipazione e la capacità delle istituzioni di essere presenti nei luoghi in cui questa presenza è più attesa e necessaria». Al termine dell’incontro, dopo diverse domande da parte degli studenti al Generale, il Consigliere Francesco Prospero ha consegnato ai relatori e alle autorità dei doni celebrativi. Un riconoscimento formale e un ringraziamento per aver sancito, con la propria presenza, un legame indissolubile tra lo Stato e le nuove generazioni sul territorio.
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