Deposta una corona d’alloro in memoria delle vittime.
“Avevo 10 anni, stavo giocando a Santa Maria Maggiore con i miei coetanei, all’improvviso abbiamo sentito tre bombe esplodere e poi il silenzio. Siamo rimasti meravigliati e cercavano di capire cosa fosse accaduto, quando abbiamo notato delle alte colonne di fumo che andavano verso il cielo. Partivano da Piazza Plebiscito. Incuriositi ci siamo avvicinati alla Piazza e ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo orrendo, apocalittico. Camion che bruciavano con sotto dei militari morti. Una scena orrenda, morti, fiamme.” E’ il racconto di Lucio Venditti, testimone di quella che viene definita la “strage di Piazza Plebiscito” avvenuta il 20 aprile 1944 e che oggi è stata ricordata con una cerimonia organizzata dallo storico Mario Salvitti.
“Una tragica data per la città frentana. Uno stukas fece precipitare una bomba nella Piazza gremita di automezzi militari degli alleati. Una carneficina dove morirono 35 lancianesi e tantissimi appartenenti alle truppe di Liberazione.” ha spiegato Salvitti.
La cerimonia, alla quale hanno partecipato Sindaci del territorio, le associazioni combattentistiche e d’arma, una delegazione degli studenti del Canadian College, associazioni di volontariato, ha previsto la deposizione di una corona d’alloro dinanzi alla lapide dedicata ai caduti del 20 aprile 1944.
