E’ un rischio serio e non trascurabile quello che sta correndo la Virtus Lanciano alla luce delle ultime prestazioni. Subire tre sconfitte consecutiva non è certo un dramma ne qualcosa di irrecuperabile visto che mancano ancora nove gare al termine. Ma subire tre sconfitte consecutive di cui due in casa, prendere otto reti in due gare segnandone solo due, non avere continuità per tutti i novanta minuti, dimostrare scarsa concentrazione sia nei singoli che nella tenuta dell’assetto tattico, sono segnali di allarme da prendere in seria considerazione visto il calendario che aspetta i rossoneri per il raggiungimento dell’obiettivo dichiarato. Mister Baroni aveva più volte ribadito che gli era stato chiesto ad inizio stagione e riconfermato a Gennaio, di fare quota quarantanove punti. Da tre giornate i rossoneri sono fermi a quota quarantotto ed alla luce dei risultati odierni la quota salvezza sembra essersi alzata ai cinquanta punti. Ma a fine dell’odierna sonante sconfitta casalinga il tecnico Baroni ha parlato di un cambio di obiettivo in corso d’opera: i play-off. Sarà questa la spiegazione dell’involuzione frentana? Vediamo di approfondire partendo dall’analisi della gara odierna. Arriva il Modena quale prova del nove dopo la clamorosa debacle di Padova. Gli Emiliani , all’andata, avevano inflitto la prima sconfitta stagionale all’allora strabiliante Virtus Lanciano. Una sconfitta viziata da ben due irregolarità nella realizzazione di Babacar: fuori gioco e controllo della sfera con un braccio. Non aspettavano altro i tifosi rossoneri: rialzarsi dopo la batosta di Padova e riscattare autorevolmente l’ingiustizia della gara dell’andata. Niente di tutto questo anzi proprio Babacar si prende lo sfizio di beffare inesorabilmente tutta la difesa rossonera depositando in rete dopo aver messo a sedere Sepe. Gli schieramenti iniziali vedevano gli ospiti con una difesa a quattro: davanti a Pinsoglio Marzorati a destra e Garofalo a sinistra con Zoboli Cionek centrali; linea mediana composta da Molina e Rizzo esterni con Bianchi e Salifu centrali; in avanti il duo Granoche Babacar. Baroni rispondeva con il suo classico schieramento: Sepe tra i pali linea difensiva con Troest ed Amenta centrali e De Col e Mammarella esterni; Paghera mediano centrale con il supporto di Casarini a destra e Buchel a sinistra; Piccolo Comi e Thiam in avanti. In realtà l’inizio partita era sembrato a favore dei rossoneri: Thiam si libera sulla sinistra e tenta la conclusione da sottomisura con la sfera che attraversa tutto lo specchio della porta senza incocciare in nessuna deviazione definitiva. Sulla destra sembra funzionare l’intesa Piccolo De Col con quest’ultimo che in progressione effettua un interessante cross: Thiam è bravo ad inserirsi tra i due difensori avversari ma il suo colpo di testa finisce di poco a lato. La prima avvisaglia della giornata negativa arriva quando Rizzo dalla sinistra trova tutto solo in area Granoche che con una deviazione a volo gonfia la rete ma l’assistente del signor Minelli è già con la bandierina alzata ad invalidare la marcatura. Diventa protagonista il gran nemico Babacar: resta dolorante a terra fin quando Mammarella non butta volontariamente la palla a lato per poi rialzarsi e ricominciare a correre dopo l’interruzione del gioco. Pubblico inviperito che però deve arrendersi poco dopo quando su un innocuo rinvio della difesa ospite lo stesso Babacar approfitta di un indecisione di Troest e si invola verso la porta dove elide anche l’uscita di Sepe ed il rientro di Amenta per depositare comodamente in rete. A questo punto viene a mancare lo spirito e la determinazione che avevano sempre caratterizzato le prove dei rossoneri. Paghera e compagni non riescono a prendere il sopravvento ne a guadagnare campo. Gli ospiti controllano ordinatamente e tengono i locali lontani dalla propria porta. Anzi ancora Babacar si mette in evidenza smarcando Granoche al limite dell’area : pronto il sinistro con la palla che esce non di molto a lato. L’unico sussulto rossonero è merito di Thiam che smarca alla perfezione Piccolo sull’out di destra a pochi passi dalla porta avversaria. L’attaccante non riesce a portarsi la palla sul sinistro e calcia precipitosamente di destro mancando completamente il bersaglio. Ci si aspetta una pronta reazione ad inizio ripresa invece i frentani tornano in campo più molli di prima e dopo solo un giro di lancette Rizzo taglia il campo da destra a sinistra senza trovare resistenza e poco prima del limite dell’area scaglia un preciso sinistro ad incrociare sul palo opposto con Sepe proteso vanamente in tuffo. Errare è umano, perseverare è diabolico ed il diavolo rossonero Frentano non si smentisce: la mollezza dei giocatori frentani regala un altro angolo sulla cui battuta Granoche sovrasta nettamente Troest e chiude praticamente la gara. Baroni corre ai ripari inserendo Turchi per Piccolo e Di Cecco per Casarini. I due neo entrati mostrano subito maggior consistenza riuscendo finalmente a vincere qualche contrasto e di conseguenza a guadagnare qualche metro di campo e qualche calcio piazzato. Pertanto Mammarella, da fermo lancia sul secondo palo dove Comi rimette al centro per l’accorrente Amenta che in tuffo di testa segna il gol della bandiera. Siamo al quarto d’ora e il tempo per pensare ad una rimonta ci sarebbe ma il Modena non si lascia irretire e tiene a bada senza grossi affanni i tentativi offensivi dei rossoneri. Anzi potrebbero ancora punire i rossoneri con un contropiede classico sventato in extremis dal recupero di De Col. Ultimo tentativo ancora di Amenta con un gran sinistro da fuori area parato non senza difficoltà, in due tempi, da Pinsoglio. Brutta sconfitta ed ancor più brutta la prestazione. Solo nel primo quarto d’ora e nei minuti successivi alla rete della bandiera si è vista la squadra rossonera meritevole delle zone alte della classifica. Per il resto dei novanta minuti si sono visti giocatori rossoneri sempre in ritardo, poco lucidi nel controllo e nei movimenti, deboli nei contrasti. Poca capacità di guadagnare campo e di dare continuità alla manovra. Prova ne è che in questa partita la Virtus Lanciano non ha battuto nessun calcio d’angolo. A fine gara lungo faccia a faccia tra tecnico società e giocatori rimasti nello spogliatoio per quasi un ora. Forse, al di la delle dichiarazioni di circostanza, si è parlato di questo cambio di obiettivo: dalla salvezza ai play-off. Ma se per la salvezza dovrebbero bastare altri due punti per i play off ne occorrono di più e bisogna vederle come e contro chi farli visto che nelle rimanenti nove gare bisogna andare a Siena, Varese, Palermo, Pescara e Carpi e ricevere Empoli, Trapani, Spezia ed infine il Cittadella. Speriamo di non dover aspettare l’ultima giornata per garantirci la tranquillità e non rischiare di passare dalle stelle alla …….
Angelo Lannutti.
VIRTUS LANCIANO – MODENA 1 – 3
Virtus Lanciano
Sepe; De Col, Troest, Amenta, Mammarella;Casarini( 10’st Di Cecco), Paghera(25’st Vastola), Buchel; Piccolo(10’st Turchi), Comi, Thiam. A disp: Branescu, Aquilanti, Minotti, Falcinelli, Germano, Ferrario. Allenatore Baroni.
Modena
Pinsoglio; Marzorati, Cionek, Zoboli, Garofalo; Molina, Bianchi, Salifu, Rizzo(42’st Calapai); Babacar( 30’ st Stanco), Granoche(36’st Burrai). A disp: Manfredini, Nardini, Signori, Mazzarani, Gozzi, Manfrin. Allenatore Novellino.
Arbitro: Minelli da Varese
Assistenti: Gava da Conegliano Veneto e Santoro da Catania
IV° uomo Martinelli da Roma
Marcatori: 23’pt Babacar(M), 1’st Rizzo(M), 6’ st Granoche (M); 15’st Amenta (VL)
Note. Terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: De Col, Troest e Thiam per la Virtus Lanciano; Granoche per il Modena. Angoli 0 a 4. Recupero pt 2’ st 3’. Spettatori oltre 2500 di cui una cinquantina ospiti.
