A guidare la neonata sezione pescarese sarà la Presidente Pia CIOCCA
La cerimonia di apertura si è tenuta alle ore 11:00 presso la sala “La figlia di Jorio” del palazzo della Provincia di Pescara, alla presenza del Prefetto di Pescara, S.E. Luigi Carnevale, dell Presidente della Provincia di Pescara, Dott. Giorgio De Luca, nella persona del Consigliere Provinciale nonché sindaco di Penne, Sig. Gilberto Petrucci, del sindaco di Pescara, Avv. Carlo Masci, dell’Arcivescovo Metropolita di Pescara-Penne, S.E. Mons. Tommaso Valentinetti, nella persona di Don Francesco Santuccione, delle massime autorità civili, religiose, militari e associazionistiche del territorio, e dei vertici della Presidenza Nazionale dell’A.N.E.I.
A guidare la neonata sezione pescarese sarà la neoeletta Presidente Pia CIOCCA che durante l’evento ha presentato le linee programmatiche dell’associazione. L’obiettivo primario del presidio sarà quello di fare rete con le istituzioni e di entrare nelle scuole del territorio per tramandare alle nuove generazioni la storia dell’“altra Resistenza”: quella dei circa 650.000 soldati italiani che dopo l’8 settembre 1943 dissero un “No” fermo e coraggioso al nazifascismo, pagando con la deportazione e il lavoro coatto nei lager.
La sezione di Pescara, fortemente voluta da Abramo Rossi, ex IMI, testimone vivente della deportazione, dalla presidente Pia Ciocca, dalla vice Presidente Gabriella Rossi nonché dai soci fondatori Luciana Gardinali, Luigi De Berardinis e Sandra Amoretti, rispettivamente figlia e genero di Attilio Gardinali di Cremona e nipote di Antonio Amoretti di Scafa, entrambi ex IMI, nasce nel segno del ricordo corale di sei internati del territorio a cui è stata conferita la Medaglia d’Onore il 21 settembre scorso proprio in questo luogo: Rocco BLASIOLI, Giovanni BOSICA, Dionino CORNACCHIA, Giuseppe PATERNO’, Amedeo SIGISMONDO, Salvatore Mario ZAPPITELLI.
A rendere l’inaugurazione un evento di straordinaria e commovente rilevanza storica è stata la presenza in sala di un testimone d’eccezione: il Sottotenente “a titolo onorifico” dell’Arma dei Carabinieri Abramo Rossi che all’età di 102 anni rappresenta una delle ultime voci viventi della drammatica deportazione dei Carabinieri reali da Roma, avvenuta il 7 ottobre 1943. Catturato a soli 19 anni, Rossi visse diciannove mesi di prigionia e duro lavoro coatto nella fonderia del Lager XVIII A di Trofainnach, in Austria.
Tra gli interventi succedutisi durante la mattinata, commoventi le testimonianze portate dalle consigliere Luciana Gardinali e Sandra Amoretti che hanno tracciato un ricordo della storia da internato dei loro cari, Attilio Gardinali e Antonio Amoretti.
A tracciare il periodo storico e il significato dell’”altra Resistenza” degli IMI, anch’essa a fondamento dell’attuale Repubblica democratica, di cui proprio quest’anno festeggiamo gli 80 anni grazie al referendum del 1946, la Presidente A.N.E.I. nazionale, Dott.ssa Anna Maria Sambuco, lo storico locale Matteo Nanni e in collegamento web il prof. Alfonso Celotto, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Roma Tre.
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