II problema è certamente complesso e difficile da risolvere nell’immediato, caratterizzato com’è da aspetti di ordine economico, sanitario e ambientale che s’intrecciano e che disegnano una drammatica realtà. I mezzi d’informazione si occupano quasi ogni giorno, ormai, di inquinamento: reti fognarie vecchie e inadeguate che si spaccano e che scaricano i propri liquami nei fiumi, depuratori che non funzionano, addirittura fossi che da tempo scaricano direttamente nei fiumi, trasformandoli in vettori
di malattie che stanno uccidendo il nostro mare. L’estate scorsa, in modo particolare, abbiamo pagato le conseguenze di lunghi anni trascorsi senza affrontare adeguatamente il problema, sia per mancanza di finanziamenti, sia per mancanza di volontà e scarso
interesse (le fognature non si vedono..stanno sottoterra). E’ quanto afferma l’Adiconsum in un approfondito studio sul funzionamento dei depuratori e la sistuazione degli impianti . “Si parla da alcuni giorni dellipotesi di realizzare una barriera mobile ‘Serpentone’ allo scopo di prolungare il molo nord, per portare le acque inquinate del Pescara verso il largo. Strutture del genere si conoscono da tempo, e se pur realizzate con materiali diversi (telo a doppio strato in poliestere e pvc), funzionano in modo simile alle panne oleoassorbenti usate per contenere Finquinamento superficiale
da idrocarburi. La barriera in condizioni normali potrebbe anche servire allo scopo, ma il gioco delle correnti sottomarine che si forma tra i moli e la diga foranea, consentirebbe alla massa di acqua all’uscita dal porto canale di oltrepassarla e riportare le acque inquinane verso la riva. E oltre tutto potrebbe determinare situazioni di pericolo per la navigazione di pescherecci e imbarcazioni da diporto. Questa barriera, in definitiva, non da certezza del buon funzionamento e i 400.000 mila euro potrebbero
essere utilizzati per finalmente avviare la demolizione della diga foranea. E dunque urgente, per avere il mare balneabile, dare priorità alla demolizione della Diga Foranea, affinchè venga prima possibile ristabilito il naturale deflusso del fiume Pescara verso il mare aperto, fermi restando tutti i programmi esecutivi di disinquinamento delle acque, ivi incluso la realizzazione di cartografìa informatizzata della rete fognaria della città di Pescara.”
