Un chietino a Parigi per lavoro si trovava nei pressi dello stadio.
Tanto dolore anche in Abruzzo per il grave fatto terroristico verificatosi a Parigi. Ci siamo messi in contatto con un abruzzese, un giovane di Chieti, che al momento dell’attentato si trovava in bicicletta ad un chilometro di distanza circa dallo Stadio. Il giovane, a Parigi per motivi di lavoro, preferisce mantenere l’anonimato ma ecco il suo racconto. “Ero stato al Louvre e stavo tornando in bici in albergo. Ad un certo punto ho sentito un boato, ero nei pressi dello Stadio, ad un chilometro in linea d’aria. Ho subito pensato a dei petardi per la partita. Ho proseguito il mio cammino. Ho iniziato a sentire sirene ma le ho sempre collegate ad un qualcosa legato alla partita. Solo quando sono arrivato in albergo sono venuto a conoscenza di cosa fosse accaduto. La tensione era altissima. Dopo poco mi hanno chiamato i miei familiari da Chieti agitati perchè ormai la notizia si era diffusa ed ho potuto rassicurarli. Oggi Parigi è una città diversa, profondamente ferita. C’e’ una sorta di calma surreale, tutto chiuso, musei, teatri poi ti giri intorno e vedi militari, polizia ovunque e ti accorgi che c’è paura. E’ molto triste ciò che è successo. Non ci sono parole”
Per tutta la notte sul social più famoso,Facebook si sono susseguiti messaggi di cordoglio per le persone che hanno perso la vita, messaggi di rabbia, risentimento, di preghiera. Abbiamo raccolto proprio dalle pagine del social i mesaggi a caldo scritti da alcuni politici abruzzesi iniziamo dal governatore Luciano D’Alfonso che ha scritto”Dinanzi alle immagini e alle notizie che arrivano dalla Francia è facile cadere nella tentazione di reagire emotivamente. Invece dobbiamo fare appello a tutta la nostra razionalità per capire cosa è successo e soprattutto perché. L’Islam è una religione e come tale va rispettata, mentre chi uccide e semina terrore non merita rispetto ma solo il giusto castigo. Prego per tutte le vittime degli attentati di Parigi, prego affinché non si debbano piangere altri morti per assurde guerre di religione, prego per una pace che sia anche figlia dell’integrazione.” Questo il post dell’onorevole di FI Fabrizio Di Stefano: “Dolore e carità cristiana per la tragica notte di sangue parigina e per le tante vittime francesi! Ma se l’Europa non capisce quale è’ il vero pericolo, sarà inutile chiudere le frontiere dopo l’irreparabile! A questa cultura dell’odio e della violenza non si può rispondere con la cultura dell’accoglienza!! Prima che sia troppo tardi: l’Europa non è pronta per un’altra Lepanto…… Questo il messaggio sulla bacheca della parlamentare del Pd Stefania Pezzopane “Penso a Parigi,che amo tantissimo, a quella gente ammazzata con ferocia,a chi fugge,a chi ha paura, a chi assiste feriti e famiglie dei morti,a chi ha aperto le porte di casa per dare accoglienza a chi fuggiva.Uniamoci ai nostri fratelli francesi, contro l’atroce attacco a Parigi e all’Europa”.
