Il Governo dà il via libera alla centrale Snam di Sulmona e l’Abruzzo dice no. Il Sindaco di Sulmona Annamaria Casini ha formalizzato le sue dimissioni e, nello stesso tempo, lancia un appello al Governo ed ai parlamentari abruzzesi affinchè venga contrastata con ogni mezzo la realizzazione della centrale. Altri sindaci dell’area peligna, solidali con la Casini, si dichiarano disposti a riconsegnare le fasce.
“Il lasciapassare del Governo di centrosinistra al progetto del gasdotto della Snam nel territorio peligno, arrivato proprio alla vigilia di Natale, è un “regalo” non gradito dagli abruzzesi.” Questo il commento di Mauro Febbo, Presidente della Commissione di Vigilanza in Consiglio Regionale e di Lorenzo Sospiri, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale “Sul tema avevamo denunciato già dall’agosto 2015 il doppiogioco di questa amministrazione regionale capace di opporsi solo a parole, ma fare il contrario. Esempio lampante l‘approvazione, su proposta del Presidente, di una delibera di giunta regionale, per la non costituzione in giudizio contro l’eccezione di incostituzionalità avanzata dal governo centrale all’articolo 1 della L.R. 13/2015 finalizzata a contrastare la realizzazione del metanodotto della Snam Sulmona – Foligno. Già in quella occasione avevamo detto che la maggioranza regionale di centrosinistra sarebbe stata zerbino delle scelte di Roma e tanto ne è stato. Abbiamo presentato una risoluzione urgente affinchè ci sia un concreto, serio e tangibile impegno a bloccare il Decreto Autorizzativo, ultimo tassello prima della nefasta realizzazione”. Immediata la replica della maggioranza regionale.
“E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona, proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere. Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda.La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere. “ dichiarano Giovanni Lolli vice presidente della Giunta regionale e l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca.
