A conclusione dell’ormai consueto campus estivo nazionale del centrodestra, Everest (1-3 Settembre, Giovinazzo), proposto dalla Fondazione Italia Protagonista, abbiamo intervistato l’onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano.Onorevole di ritorno da Giovinazzo, che clima c’era quest’anno nel campus?
“C’era un clima decisamente differente, un clima di rilancio, di risveglio, di voglia di tornare a vincere, testimoniato dalla massiccia presenza di ospiti all’evento, oltre mille adesioni. Particolarmente applaudito è stato il Presidente del Parlamento Europeo, On. Antonio Tajani, e un riconoscimento più o meno unanime è stato dato a Maurizio Gasparri e alla classe dirigente pugliese, promotori dell’iniziativa.”
Tanti gli abruzzesi presenti che hanno ascoltato con attenzione il suo intervento.
“Nel mio intervento, sollecitato dal Presidente Gasparri nella sessione conclusiva dei lavori, ho sottolineato l’importanza di tornare a fare un Partito radicato sul territorio; infatti, se è vero com’è vero che, grazie al rinnovato entusiasmo del Presidente Berlusconi, siamo tornati attrattivi e vincenti, è altrettanto vero che il radicamento territoriale può dare al Partito quei 4-5 punti percentuali in più, che consentirebbero a Forza Italia di essere il primo Partito della coalizione e alla coalizione stessa di raggiungere il premio di maggioranza, viatico per la vittoria delle prossime elezioni politiche. Inoltre ho evidenziato che i passaggi più applauditi, tra gli ospiti che sono intervenuti, a cominciare da quello del Presidente Tajani, sono stati quelli in cui si è ribadito il fermo no allo Ius Soli, la condanna al riconoscimento del ruolo di famiglia alle unioni omosessuali e la forte opposizione a questa politica dell’accoglienza che il Governo, ma anche la Chiesa di Bergoglio, stanno portando avanti. Così ho invitato il Partito a cogliere queste sensibilità della nostra base; sensibilità che solo un Partito radicato sul territorio può cogliere e farsene opportunamente portatore nelle sedi istituzionali; qualcosa che non sempre è stato fatto, per non turbare presunte sensibilità o addirittura prendendo posizioni sbagliate. Ho ricordato, a riguardo, l’esempio della proposta di legge sulla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina; nonostante il Partito non si fosse schierato completamente contro questa proposta di legge, io e un altro gruppo di parlamentari abbiamo avuto il coraggio di prendere una decisione che poi il Presidente Berlusconi ha ampiamente condiviso.”
La manifestazione si è poi conclusa nel segno dell’Abruzzo, infatti, domenica mattina è stato un abruzzese, Salvatore Santangelo, a presentare il suo ultimo libro: “Gerussia, L’orizzonte infranto della geopolitica europea”.
