Mister Baroni

Dopo quattro giornate del girone di ritorno del campionato nazionale di serie B la Virtus Lanciano torna ad affacciarsi nella zona più nobile della classifica. Il sonate uno a tre del Partenio consente ai rossoneri di raggiungere da solitaria la terza piazza scavalcando gli stessi Irpini ed i romagnoli Cesenati. Inoltre il contemporaneo pari delle due battistrada Palermo ed Empoli porta a sole due lunghezze il divario con la seconda posizione. Il tutto alla vigilia di un doppio turno casalingo assolutamente non proibitivo. Nel calcio è risaputo che nulla può essere dato per scontato ma l’occasione è sicuramente appetitosa per i ragazzi di mister Baroni, desiderosi di confermare quanto di buono, anzi di ottimo, mostrato sul terreno Avellinese. Confermare la qualità della prestazione e fare bottino pieno nel doppio turno casalingo significa guadagnare sei punti ed arrivare a soli quattro lunghezze dal traguardo prefissato dei cinquanta punti da tutti ritenuto la quota salvezza. Ma andiamo con ordine e torniamo allo stadio Partenio di Avellino. Baroni deve rinunciare non solo allo squalificato Minotti ma anche a capitan Mammarella in non perfette condizioni fisiche. Ci si aspetta il naturale innesto di Paghera in mediana e quello di Germano come difensore esterno sinistro, ed invece a sorpresa il tecnico dei Frentani cambia schieramento tattico optando per una difesa a tre, un centrocampo a cinque e due sole punte. Ecco quindi che davanti a Sepe vanno Troest Ferrario e Amenta, Germano a destra e Casarini a sinistra sono gli esterni di un centrocampo con Paghera perno centrale mentre Vastola e Buchel fanno le classiche mezze ali orchestrando il gioco offensivo i cui terminali sono il centrale Comi ed il funambolico Piccolo con libertà di svariare da un fronte all’altro del quadrante offensivo. La scelta si rivela subito vincente: l’Avellino tenta un iniziale assalto ma la compattezza del nuovo assetto tattico e la straordinaria giornata di Marcel Buchel chiudono la gara già nella sola prima frazione di gioco. La mezzala dalla folta chioma riesce prima a sventare un pericoloso attacco Irpino svettando di testa a liberare in angolo un maligno pallone che attraversava lo specchio della porta e, poco dopo, conquista palla a centrocampo, salta un paio di avversari e da circa venti metri con un preciso rasoterra trova l’angolo basso dove Terracciano, proteso in tuffo, non riesce ad arrivare. La risposta Avellinese si infrange sulla puntuale opposizione di Germano a destra a di Casarini a sinistra; dai loro piedi partono costanti rifornimenti alle due punte e la loro posizione di puntellamento sulla trequarti consente alla difesa di non andare in affanno e a Vastola e Buchel di brillare nella costruzione della manovra. Le speranze di riequilibrare il risultato da parte dei locali bianco verdi vengono subito tarpate da Buchel: la mezzala sinistra anticipa la difesa avversaria su un pallone mal controllato, arriva sul fondo e rimette indietro dove Comi è colto in contropiede, ma è Germano a farsi trovare pronto all’appuntamento per il raddoppio. La Virtus non si chiude e riesce sempre a tenere lontano gli avversari dalla propria area di rigore; poi una punizione di Piccolo manda la sfera a cercare la testa di Comi che viene anticipato; palla fuori area ma Buchel ruba il tempo a tutti, si impossessa del pallone e dall’out di sinistra pennella con un delicato tocco di collo piede un assist al bacio per l’avanzato Amenta che batte imparabilmente il portiere locale chiudendo praticamente la gara. Infatti nella ripresa i rossoneri controllano abbastanza agevolmente consentendo ai bianco verdi il solo gol della bandiera. Peccato per aver abboccato al nervosismo dei locali pagato a caro prezzo da Paghera con l’espulsione negli ultimi minuti del match. Vittoria bella e meritata, nel gioco collettivo, nelle prestazioni dei singoli, nella tenuta atletica e nel coraggioso cambio di assetto tattico. Mister Baroni ha fatto giustamente notare nel post partita che di solito si cambia assetto quando le cose vanno male mentre in questo caso la scelta è avvenuta nella consapevolezza di giocarsi la gara con una nuova ottica. Torniamo ora a Lanciano, dove bisognerà restare per due settimane. Arriva per prima il Latina reduce da un ulteriore vittoria casalinga che la proietta a due sole lunghezze di distanza in classifica dai Frentani. Ci associamo ancora alle dichiarazioni del trainer rossonero nel dopo partita di Avellino: “ la classifica è corta, dobbiamo pensare ad arrivare a cinquanta punti, partita per partita. “ Ed è proprio ghiotta l’occasione: le due gare casalinghe con il già menzionato Latina prima e la Juve Stabia dopo, se capitalizzate, porteranno la Virtus Lanciano, dopo solo sei gare del girone di ritorno a soli quattro punti dalla quota agognata. Poi ci saranno altre quindici gare per racimolare punti. Ma alla Virtus Lanciano vista all’opera in questa stagione poco si addice il termine racimolare: si otterranno diversi punti, non solo quelli salvezza. Pensiamo quindi che lo sforzo e la concentrazione da mettere in campo nei prossimi due turni sia fondamentale per una definitiva conferma del salto di qualità e per offrire alla tifoseria ed alla città tutta un risultato di prestigio e di lustro.
Angelo Lannutti.
Avellino
Terracciano; Decarli, Fabbro, Pisacane; Pizza(33’pt Ciano), D’Angelo, Togni,(20’st Biancolino), Schiavon, Abero(6’st Bittante); Galabinov, Castaldo. A disp: Seculin, Peccarisi, De Vito, Millesi, Angiulli, Soncin. Allenatore Rastelli
Virtus Lanciano
Sepe; Troest, Ferrario(22’pt Aquilanti), Amenta; Germano(17’st Da Col), Vastola(21’st Di Cecco), Paghera, Buchel, Casarini; Piccolo, Comi. A disp: Branescu, Ragatzu, Falcinelli, Nunzella, Thiam, Gatto. Allenatore Baroni
Arbitro: Saia di Palermo
Marcatori: 22’pt Buchel(VL), 28’ pt Germano(VL), 47’ pt Amenta(VL), 22’st Castaldo (A)
Note. Ammoniti: D’Angelo (A), Togni(A), Sepe(VL), Ciano (A), Casarini(VL), Paghera(VL), Castaldo(A), Di Cecco(VL). Espulso: 40’st Paghera (VL) per doppia ammonizione. Recupero pt 3’ st 3’
