La cerimonia di consegna della Medaglia Aprutium all’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, ha visto oggi a Palazzo dell’Emiciclo una notevole presenza di giornalisti e cinefotoperatori. Venticinque le testate rappresentate e giunte da tutta Italia, con quarantacinque giornalisti accreditati che hanno seguito il conferimento dell’onoreficenza. Prima dell’ingresso nell’Aula consiliare, il presidente della Fiat ha ricevuto dalle mani del Sindaco di Cugnoli la copia autentica dell’estratto dell’atto di nascita del padre, nato nel centro della provincia di Pescara nel 1915. Successivamente il Presidente del Consiglio Nazario Pagano e della Giunta Gianni Chiodi si sono intrattenuti cordialmente con Marchionne, che ha commentato la fiducia al Governo Letta. “Sono veramente contento che si sia arrivati a questa soluzione, il Paese ha finalmente la possibilità di andare avanti e di gestire il futuro in maniera razionale. Quanto accaduto ieri a Roma – ha concluso Marchionne – è estremamente importante per il segno di stabilità di cui ha realmente bisogno l’Italia”.
Questo il testo del discorso del presidente Nazario Pagano.”Voglio sottolineare che l’Ufficio di Presidenza ha con me convenuto su questa designazione, all’unanimità, in ragione soprattutto della storia personale del nostro ospite, oltre che della sua vicenda pubblica, che è sotto gli occhi di tutti, seppure con tanti luoghi comuni, com’è destino dei personaggi molto noti. Sergio Marchionne nasce in una famiglia borghese, papà maresciallo dei Carabinieri, madre casalinga di origini istriane, un esercito di zii e parenti a Cugnoli, paese d’origine della famiglia paterna, che continua a frequentare. Vive fino a circa 14 anni in Abruzzo per poi trasferirsi in Canada, dove papà Concezio, una volta conseguita la pensione, decide di spostare tutta la famiglia per aiutare un parente in un’attività commerciale. Una storia come tante di emigrazione, in questo caso non coatta, non dolorosa; ma comunque non deve essere stato né piacevole né facile per un ragazzo lasciare tutto e cambiare vita, pur in un paese meraviglioso come il Canada e in una città, Toronto, che occupa stabilmente i primi posti tra le più vivibili del mondo. Avrebbe potuto costruirsi una normale vita agiata, invece in Canada Marchionne consegue ben tre lauree e un master e si avvia alla carriera che lo ha portato ad essere uno dei più importanti manager internazionali, grazie ai successi conseguiti sul campo, in settori diversi ed in paesi diversi, prima di approdare in Fiat nel 2004. Con Marchionne, la Fiat torna a fare il proprio mestiere, torna al prodotto, torna a fare automobili. Fiat è un pezzo di storia importante del nostro Paese, con tutto quello che ciò comporta in termini di complessità di governo: migliaia di dipendenti, un indotto rilevante e stabilimenti su tutto il territorio, anche in aree difficili dal punto di vista sociale. Potremmo parlare per ore di Fiat e di come la storia dell’azienda e dei suoi fondatori s’intrecci con quella dello sviluppo industriale tumultuoso e disordinato vissuto dall’Italia negli anni del cosiddetto boom economico. Certo è che, dopo pochi anni dall’avvento di Marchionne in Fiat, il mondo è cambiato: nulla è stato come prima nella finanza e nell’economia reale… ed è storia di oggi. Sentivo giorni fa d’un sondaggio fatto in Germania, patria di grandi case automobilistiche, dal quale risulta che l’automobile non è più ai primi posti nei desideri dei giovani…viene dopo lo smartphone, dopo il PC…. Impensabile fino a qualche tempo fa! Capisco bene quando Marchionne dice che quello automobilistico è un mercato difficile… nemmeno è sufficiente lanciare nuovi modelli a ripetizione, perché ogni lancio va preparato attentamente in un mercato nel quale le perdite in quota percentuale sono in doppia cifra quasi per tutti. Non voglio addentrarmi in un campo non mio, ma voglio sottolineare la complessità estrema del mondo nel quale Marchionne si muove, peraltro avendo la responsabilità di due grandi aziende in aree geografiche così diverse sotto ogni profilo. Per gestire tutto ciò ci vuole un grande uomo e in questo caso è un grande Abruzzese del quale io sono orgoglioso e credo, con questi sentimenti, di rappresentare la maggioranza degli italiani. L’operazione condotta negli Stati Uniti con Chrysler è stato un capolavoro, al cui successo i lavoratori ed i collaboratori hanno contribuito in maniera determinante, ci mancherebbe altro, ma va riconosciuto a Marchionne il merito principale, così come gli sarebbe stato attribuito personalmente un eventuale fallimento. Invece in pochi anni Chrysler è stata risanata e ha rimborsato il prestito avuto dal governo americano. È dell’altro ieri la notizia che il Gruppo ha archiviato in America il miglior settembre nelle vendite dal 2007, con +1% mentre gli analisti scommettevano sul un calo di quasi il 3%.. per fortuna sbagliano anche loro! Regole diverse, contesto diverso, complessità maggiore o diversa, la storia di Fiat è ancora in progress, ma per quello che ci tocca più da vicino, non più di tre mesi fa il Dr. Marchionne ha annunciato un investimento di 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni per lo stabilimento di Atessa. E credo sia davvero una bella notizia! A livello complessivo la joint venture con Chrysler ha ridato solidità e prospettiva al marchio Fiat in un contesto internazionale, dandogli visibilità e riconoscibilità mondiale. Questi sono i motivi per i quali abbiamo conferito a Sergio Marchionne questo piccolo grande riconoscimento, che viene dalla sua terra d’origine, alla quale sappiamo continua ad essere legato. È pertanto con grande piacere che consegno a Sergio Marchionne la Medaglia Aprutium”
