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” Tacchi a spillo e ballerine rosse … al civico 42 ! ” di Catia Napoleone


di Catia Napoleone

Quel condominio mi fa pensare ad un termine… Inopportuno direi. Inopportuno nello stile da quando un architetto troppo estroso ha rotto gli equilibri di quello stabile vittoriano azzardando accostamenti davvero infelici.

Inopportuni alcuni residenti. Quelli “senza partita iva” sono ormai la minoranza e, come tale, sono diventati gli ospiti indesiderati di un condominio impersonale.

Eppure il vecchietto del quarto piano discreto e silenzioso è una presenza rassicurante, la signora del terzo invece sembra essere una acuta osservatrice. Una osservatrice “scientifica”.

La signora Iole ha uno sguardo così allenato che pur usando solo un paio di fotogrammi riesce a sputare sentenza su un probabile visitatore del condominio e, con un po’ di impegno e due chiacchiere casuali riesce anche ad avviare una verosimile decodifica del DNA del suo malcapitato interlocutore.

Carismatica.

Quando capito nello studio del Dott. De Bisis lei riesce sempre con due, massimo tre parole a farmi intendere “il traffico” di non so bene cosa che si presume provenga dalla mansarda.

Lì non c’è occhio vigile che possa arrivare. Ma le orecchie della signora Iole captano gli echi ed in base a quelli il suo cervello dipinge e immagina…

L’ascensore arriva al quinto piano e da lì una giovane donna sale le scale fino alla mansarda spesso ad orari imprecisati. Ma a giorni stabiliti. Lunedì e mercoledì.

Conta i passi e quindi i gradini e sono giusto giusto quelli che separano il quinto piano dalla mansarda.

La signora Iole sa ( immagina ) che è giovane. Giovane, come può esserlo una donna che rumoreggia con dei tacchi a spillo molto velocemente sia nel salire che nel scendere le scale.

Guarda le mie scarpe nella sala d’attesa del Dottor De Bisis e non riesce a trattenersi…

Iole : “ Mi chiedo come diavolo fa a camminare con quei tacchi tutto il giorno. Da ragazza usavo il tacco a rocchetto massimo quattro centimetri. Mio marito odiava le signore con i tacchi a spillo” .

Ed io rispondo : ” Signora, vede … io li amo e non saprei immaginarmi con scarpe basse e poi, o a spillo o le ciabatte ma mai le ballerine!

Iole: “ Eppure il tacco dice molto del carattere di una donna!

Ed io rispondo: “Si, lo credo anch’io” e mi metto a fissare divertita le sue buffe ballerine rosse. Rincaro la dose.“ Un uomo credo preferisca un tacco 12 ed io amo essere attraente così e poi il tacco a spillo è molto elegante”.

Iole: “ Se lo dice lei … la immagino sposata signora vero, considerata l’età ? ”.

Sono sul punto di mandarla al diavolo. Ora mi da anche della attempata.

Dico una bugia per spiazzarla: “Certo, sono alle seconde nozze.” Impallidisce. Sembra aver visto Mefisto.

Non mi parla più, un cenno e si dilegua. L’immagine di quella donna mi accompagna tutto il giorno.

Sembra una specie di giustiziera.

Il suo sguardo sarebbe in grado di mettere in imbarazzo morale chiunque. Alla sera mi metto però a pensare alla storia della mansarda. Mi addormento e il giorno dopo mi sveglio di buon’ora.

La descrizione di quei passi veloci e decisi di quella donna che sale e scende le scale ha stimolato una fantasia assurda e tale da influenzare i miei sogni notturni. Non sono più la stessa.

Voglio sapere, andare oltre .

E’ molto antipatica la signora del terzo piano ma è anche molto intuitiva. Ed io in breve divento una temutissima detective ed inizio a immaginare i personaggi di quello stabile.

Il lunedì successivo pur non avendo alcun appuntamento con il Dottor De Bisis mi avvio verso il civico 42. Occhiali scuri. Non avrei potuto suonare di certo. Uso il trucco della posta. Spero di non incontrare la signora del terzo piano.

Entro e saluto le muffe mute negli angoli. Ah, se avessero potuto parlare…Sento una porta che si apre piano … è lo studio del dottor De Bisis.

Mi nascondo dietro ad un tramezzo fino a sentire il mio corpo creare un amalgama con quel cemento … Spalmata, con la speranza di essere coperta dalla pianta di benjamin stranamente rigogliosa in quella penombra. Sento dei passi prima piano poi sempre più decisi. Non avverto tacchi a spillo. Passi leggeri e attenti.

Finalmente lo vedo : un uomo qualunque. Eppure mi sembra di conoscerlo. Esce. Tiro un sospiro di sollievo. Salgo al primo piano e poi…. Via in ascensore fino al quinto. Un piano a piedi e poi finalmente raggiungo il pianerottolo delle due mansarde incriminate dalla signora del terzo piano. Appoggio un orecchio non riuscendo a captare gli echi come la signora Iole.

E’ finita. Mia moglie inizia ad avere dei sospetti. Controlla il mio cellulare, la mia posta, non posso andare avanti così

Ma cosa mi stai dicendo amore mio… sei impazzito?

Poi le lacrime…

Scivolo via . Avevo sentito abbastanza. Dunque la signora Iole del terzo piano ci aveva visto giusto.

Prendo l’ascensore e arrivo al primo piano. Poche scale . Sento sbattere violentemente una porta e poi sento passi velocissimi. Stavolta non potevano essere che tacchi a spillo di una giovane donna. Chissà com’era… Il tramezzo era sempre lì…ad attendere me.

Mi spalmo di nuovo. La vedo. Mora, capelli molto voluminosi, corporatura minuta ma con forme da vera diva. Tacchi a spillo è vero ma vestita con una gran classe . Sensuale l’andatura. E quel fazzoletto maschile stretto nel pugno pieno di fondotinta.

Femmina. Mi viene subito in mente questo termine. Insomma la classica donna da demolire in presenza di uno sguardo troppo curioso del partner di turno.

Credo non mi avrebbe notata nemmeno se mi fossi stesa sul tappeto macchiato dell’ingresso.

Vola via in lacrime accelerando il passo . Vuole fuggire. La perdo di vista. Pochi minuti dopo esco anche io….

Pochi metri e la mia attenzione cade su .. un fazzoletto…maschile a terra. Mi chino e lo metto in borsa.

Corro a casa per aprire quel fazzoletto. Curiosa. Apro. Un disegno bizzarro. Non ho mai visto quel simbolo. Tento di decifrarlo.

La settimana prosegue serena ma ormai non faccio altro che pensare al civico 42!

Ogni tanto prendo il fazzoletto e vedo questa donna bellissima e sfacciatamente sensuale ma per niente volgare e penso che mi sarebbe piaciuto essere come lei anche solo per qualche ora.

Mio marito mi chiama : “ Tesoro, questa sera ti voglio bellissima. C’è una cena di lavoro e devi essere meravigliosa!”.

Esco a comprare qualcosa di sfacciatamente sensuale e dopo un po’ mi ritrovo con un look sfacciatamente uguale alla donna misteriosa dai passi veloci.

Immancabili i tacchi a spillo.

Abito aderentissimo e camicia trasparente che lascia intuire il mio generoso decolletè.

Capelli liberi di muoversi. Non più raccolti.

Mio marito mi guarda con aria esterrefatta ma non dice nulla. Mi guarda e basta.

Raggiungiamo i colleghi per la cena importante. Mi avvicino al tavolo e…. riconosco l’uomo! Impallidisco.

E’ lui! Perbacco! L’uomo dai passi accorti ! E’ proprio lui.

Indossa anche la stessa giacca. Con una signora accanto molto adulta e molto poco sensuale. Scopro che è la moglie.

Ballerine rosse come la signora Iole. Buffe.

Provo tenerezza per quella signora ma a poco a poco inizia una conversazione fatta di precetti morali di dubbia moralità.

Inizia la conversazione con la demolizione di una malcapitata di turno.

Ovviamente sfacciatamente bella e sfacciatamente sensuale. Annuisco. Lei è un clone.

Mi sembra di ascoltare la signora Iole.

Mi concentro sul marito. Guardo lui divertita. Sguardo rivolto verso il basso. Ha perso lo sguardo infuocato di quel lunedì mattina. Un’altra persona. Un altro uomo. Mi rivolge a malapena la parola.

Attende che la moglie allenti il guinzaglio distratta dal telefono e ….zac inizia a scodinzolare anche con me.

Quanto charme ! Il discorso va dritto scontato sul capitolo della noia matrimoniale. Ogni tanto sbircia da lontano se la moglie è ancora al telefono. Incalza.

Arrivano i complimenti e poi gli ammiccamenti e poi…. Vuole il mio numero di telefono! Faccio per estrarre carta e penna e…

inavvertitamente estraggo il fazzoletto dalla mia borsa.

Non ha più parole fino alla fine della serata.



 

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