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“Combattiamo il virus anche con una sana alimentazione” l’intervista al dott. Giuliano Modesti

Dott.Giuliano Modesti

Anche una giusta alimentazione può aiutarci in questo periodo di emergenza Coronavirus. Abbiamo intervistato il dott. Giuliano Modesti, di Pescara,  Biologo Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Cosa e come mangiare in questo periodo?         

Il Covid-19, il nuovo ceppo del Coronavirus che l’OMS ha dichiarato, ufficialmente una Pandemia, ha una sintomatologiamolto varia, ma, in base a quanto dichiarato dalla suindicataOrganizzazione e confermata dall’efsa (EuropeanFoodSafetyAuthority), il virus citato non si trasmette attraverso il cibo.Gli alimenti possono essere consumati dopo cottura, in quanto la temperatura oltre 70 gradi, comporta la distruzione di virused agenti patogeni.In particolare, il cibo crudo, costituito da frutta e verdura, deveessere consumato dopo averlo lavato molto bene con acqua correntee dopo aver lavato molto bene le mani.Per la scelta dei cibi da consumare ogni giorno si dovrebbe adottare una nutrizione bilanciata con una percentuale di grassi del 25-30 % delle calorie assunte, proteine tra il 12 ed 1l 15%,e carboidrati intorno al  50-60 %.

Quali alimenti dunque dovremmo preferire?

Bisognaconsumare una dieta ricca prevalentemente di cereali integrali, vegetali, frutta e legumi con forte riduzione di del consumo dicibi raffinati( cereali“bianchi”, farine raffinate, ecc.) poveridi fibre e micronutrienti.Limitare il consumo di zuccheri semplici e di bevande zuccherate.Limitare il consumo di cibi ricchi di grassi saturi ed aumentare il consumo di acidi grassi polinsaturi, privilegiando i grassi insaturi Omega-3 (noci, nocciole, mandorle, semi di chia, semi di lino,salmone, sgombro, aringhe, olio di fegato di merluzzo, olio di lino, olio extra vergine di oliva, ecc). Aumentare il consumo di Kefir di latte o Kefir di  acqua ( bevanda probiotica, molto ricca di comunita’ microbiche, utili per rinforzare la difesa immunitaria. Limitare il consumo di cibi pre-processati generalmente ricchidi additivi.

Per quanto riguarda le bevande?

Bene bere un po’ di vino, ma bisogna limitarsi ad un bicchiere al giorno. Consumare una buona quantità di acqua, in media 1,5 o 2 litri al giorno, alternandola con consumodi infusi caldi di piante medicinali di produzione biologica.

Che spazio occupa la carne in questo modello di alimentazione?

Un moderato consumo di carni possibilmente, per 3 o 4 volte alla settimana, privilegiando le carni bianche e riducendo le carni rosse.

In che modo il cibo potrebbe aiutarci a combattere il virus?

I cibi dovrebbero migliorare il microbiota,che rappresenta l’insieme dei microrganismi simbiotici (virus, batteri,archea) che abitano l’organismo umano, distribuiti in molti tessuti ed organi.        Uno squilibrio della flora dei microrganismi suindicati (Disbiosi), determina la produzione di molecole che possono creare un processo infiammatorio in tutto il corpo con riduzione delle difese del sistema immunitario. Per il  corretto funzionamento del microbiota, è raccomandabileil consumo di alimenti costituiti da fibre e da sostanze ad attività antiossidante ed antinfiammatoria ad esempio:Resveratrolo presente nell’uva rossa,nei pistacchi,nel cacao, nei mirtilli, nelle nocciole, nel grano saraceno, ecc. Licopene presente nel pomodoro ecc. Quercetina presente nelle cipolle, nelle mele ecc. Allicina presente nell’aglio.Curcumina presente nella curcuma, nel curry ecc.Zenzero. Sulforafano ed altri Istiocianati ,antocianine ed altri flavonoidi e carotenoidi presenti nelle Brassicaceae ( broccoli,cavoli, verza ecc.) ed in altri ortaggi. Non dimentichiamo le vitamine che una sana alimentazione può apportare al nostro organismo. Partiamo dalla Vitamina C, presente negli agrumi, ananas, kiwi, lattuga,Brassicaceae, ecc.Vitamina D, presente nel salmone,nelle sardine, nel tonno,nel pesce spada, nell’anguilla, nel fegato di manzo, nello sgombro,nelle acciughe, nei formaggi, nel tuorlo d’uovo ecc.Vitamine del gruppo B presenti in molti alimenti ( lievito di birra, crema di verdure, fiocchi di avena, hamburger di soia, riso e cereali, germe di grano, fegato, carni, pesci, legumi,frutta ecc.).Sali minerali ( calcio,ferro,fosforo,magnesio,selenio,zinco ecc) che modulano e aiutano a preservare le difese dell’organismo, ottimizzando la risposta immunitaria, presentiella frutta, nella verdura locale e stagionale, nei semi e fruttisecchi.

Per concludere possiamo dire che l’alimentazione giusta ci fortifica, nel vero senso della parola, anche per combattere il virus?

Non è provato e non è dimostrato che la dieta ci difenda dal rischio di contagio del COVID-19, ma è plausibile che almeno indirettamente possa diminuire il citato rischio.  Il nostro organismo per le sue funzioni vitali, non utilizza l’energia in calore (le vecchie calorie) ma utilizza l’energia biochimica che deriva dalle molecole dei nutrienti dei cibi. Gli alimenti, quindi dovrebbero essere consumati in modo sano, per essere utili a migliorare le funzioni di tutti gli organi coinvolti nella difesa immunitaria (tessuti linfatici, midollo osseo,  timo, milza ecc.).   Negli ultimi anni si è assistito ad un’esplosione di studi in 2 campi strettamente interconnessi: il microbiota e l’epigenetica (evidenzia come i nostri comportamenti e le nostre scelte nutrizionali incidano sull’attivazione o sul silenziamento dei nostri geni).  Gli studi appena menzionati, hanno portato a dedurre che una grossa percentuale del sistema immunitario si trova nell’intestino, dove è localizzato il microbiota intestinale. L’alterazione della composizione della flora microbica intestinale, puo’ generare la formazione di batteri aggressivi, che possono danneggiare la parete intestinale ed automaticamente anche il tessuto linfoide intestinale  chiamato anche GALT ( sistema immunitario sito nel tratto digerente).  Altri studi in tempi piu’ recenti, tutt’ora in fase di sviluppo, hanno dimostrato il rapporto tra il microbiota intestinale ed il microbiota polmonare. Il microbiota dei polmoni è formato da batteri distribuiti sulla superficie della parete polmonare, proteggendola (circa 10-100 batteri per 1000 cellule umane). Nelle malattie acute del polmone, il microbiota polmonare, diventa ricco di batteri intestinali, quali Bacteroides ed Enterobacteriacee. Se il microbiota intestinale è danneggiato, non produce metaboliti (acidi grassi a catena corta) che servono da nutrimento per i batteri dei polmoni. La carenza di questi metaboliti, porta alla diminuzione del numero di batteri del microbiota polmonare e quindi alla riduzione della protezione della parete dei polmoni, con formazione di spazi nella citata parete, che possono favorire il passaggio di microrganismi, aumentando la penetrazione e l’aggressività dei virus.  In conclusione, da quanto sopra esposto, si evidenzia che l’alimentazione giusta ottimizza la composizione del microbiota intestinale e di conseguenza, la sua capacità di implementare l’efficacia  difensiva del sistema immunitario nei confronti di tutti gli agenti patogeni esterni ed aiuta a fortificare l’organismo umano nella sua resistenza al virus.


 

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