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Lanciano: tradizione ed innovazione all’Istituto diagnostico Madonna del Ponte

I fogli ingialliti con i bordi che il tempo non ha risparmiato, ma la scrittura rotonda lievemente inclinata, il contenuto e la firma di Vittorio Emanuele II Re d’Italia, sono leggibili e raccontano un pezzo della storia lunga quasi un secolo della famiglia Colalè di Lanciano. A mostrare questi documenti che non lasciano indifferenti è il dott. Moreno Camponetti, amministratore unico dell’Istituto Diagnostico “Madonna del Ponte” che anni fa – saranno 10 anni a marzo del 2020 – rilevò la proprietà della dottoressa Maria Pia Colalè. E ora sta svolgendo un affascinante ma non facile lavoro di ricerca per recuperare un patrimonio storico e culturale. Libri e documenti che disegnano la storia non solo dei Colalè ma di Lanciano e di buona parte del territorio abruzzese. Sono fondamentali le radici per il dott. Camponetti che questa mattina in conferenza stampa ha esordito proprio sottolineando il valore prezioso di questa documentazione. “Le nostre ricerche ci fanno ipotizzare che il 2020 sigli i 100 anni dell’attività dello studio Colalè, e pensare che è difficile pure trovare uno in tutta Italia che superi i 60 anni di lavoro. Negli anni 20 già esisteva a Lanciano la radiologia, al primo piano di questa nuova struttura– spiega Camponetti – ci sono apparecchiature degli anni 30 che cerchiamo di conservare e custodire. La memoria è importante perché consente di andare avanti tenendo ben presente la storia, l’impegno di chi ci ha preceduto. Lo Studio Radiologico “Gaetano Colale”, ha precorso i tempi diventando una vera e propria istituzione nel panorama sanitario abruzzese e non solo. Generazioni di persone hanno usufruito dei servizi di una struttura da sempre all’avanguardia e che ora ha un nuovo volto. E può contare su professionisti, macchine, attrezzature capaci di rispondere con efficienza e in tempi brevi alla domanda di salute che arriva dal territorio”.

Una sfida per Moreno Camponetti che non si è lasciato scoraggiare dalle difficoltà che pure ha incontrato in questo percorso che sta portando avanti con determinazione, impegno e con la volontà di potenziare la struttura restituendole una vita nuova ampliando l’offerta medico-sanitaria. Una scommessa che alla luce dei risultati conseguiti finora può considerarsi vinta.

Perché si chiama “Madonna del Ponte”? La scelta del nome non è stata casuale. “Il primo obiettivo era quello di conservare il legame con Lanciano, da qui la decisione di chiamarla come la Patrona della città, anche dietro consiglio del Vescovo Cipollone – puntualizza Camponetti – un nome che considero di vicinanza e di speranza. In questi anni abbiamo lavorato in silenzio superando non pochi ostacoli, non c’era spazio per altro, l’unico prioritario obiettivo è stato quello di creare una struttura in grado di accompagnare il paziente, con professionalità e sensibilità, nel suo percorso di cura. Dalle radiografie fino alle visite specialistiche. Al centro del nostro lavoro c’è la persona, cerchiamo di garantire tempi rapidi senza trascurare l’efficienza e la qualità. Guardiamo avanti con lo spirito di chi vuole dare risposte concrete”. Il piano terra è occupato dall’ Istituto Diagnostico (Idi) dove si effettuano radiografie tac e risonanze, al primo piano di c’è l’ambulatorio polispecialistico (Api) che si avvale di 40 professionisti, molti dei quali arrivano da fuori regione. Da alcuni mesi l’attività della struttura si è caratterizzata per l’apertura al territorio con una serie di incontri di informazione. “ Riteniamo fondamentale la prevenzione e in linea con questo pensiero e con la consapevolezza che non ci può essere prevenzione senza conoscenza abbiamo portato avanti con successo un progetto nuovo e significativo. Quattro incontri informativi – prosegue Moreno Camponetti – sono stati indirizzati alle donne o meglio al delicato e complesso periodo legato alla menopausa e ai suoi effetti. Gli incontri sono stati tenuti da professionisti che operano nella nostra struttura. In considerazione dei consensi ottenuti e soprattutto della reale validità di questi appuntamenti di approfondimento abbiamo deciso di continuare questo viaggio nella conoscenza con un’altra serie di convegni che saranno destinati a tutti. Tengo a precisare che la nostra, è una struttura accreditata in maniera definitiva, questo significa che il livello qualitativo è alto e le Asl affidano a noi gli esami con sicurezza. Lavoriamo in sinergia, il Pubblico ha bisogno del Privato, il nostro è un costruttivo rapporto di collaborazione. Qui è possibile effettuare un percorso terapeutico specialistico, le persone trovano assistenza a tutto tondo, accorciando i tempi di diagnosi”.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche il dott. Franco Ruggieri, direttore sanitario Api, che ha rimarcato l’efficacia di una struttura completa “a disposizione di tutta la Frentania e non solo. I convegni, i corsi di formazione e soprattutto il progetto relativo agli incontri sulla prevenzione e quindi sulla salute, dimostrano la concreta attenzione al territorio”.

Dopo le feste sarà definito il calendario dei prossimi appuntamenti, si comincerà verso la metà di gennaio con il dott. Cervone che affronterà un problema piuttosto diffuso e molto sentito come le allergie, seguirà il dott. Mazzocchetti dermatologo e il dott. Cianci gastroenterologo”, ha concluso Camponetti che ha ringraziato e salutato i giornalisti con un piccolo pensiero realizzato dall’Anffas, nel segno della solidarietà e dello spirito del Natale.


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