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Lanciano: Tonia Paolucci interviene sulle problematiche della nuova pavimentazione del Corso

La pavimentazione di corso Trento e Trieste di Lanciano, rifatta di recente,  continua a far parlare di sè. Inizialmente a far discutere è stata  la scelta del disegno che si ispira alla famosa “presentosa” ma da un po’ di tempo il dibattito si è spostato sulla fragilità delle mattonelle.  “Chissà se anche questa volta il sindaco Mario Pupillo e la sua maggioranza a trazione PD ci accuseranno di fare polemiche sterili: la vicenda della pavimentazione di corso Trento e Trieste non può certo essere liquidata con le solite frasi di circostanza, perché parliamo di un’opera da oltre un milione di euro, finanziata con un mutuo che stanno pagando i lancianesi”. La capogruppo di Libertà in Azione, Tonia Paolucci, interviene sull’ipotesi di stipulare un nuovo contratto per la manutenzione delle mattonelle, in seguito alle continue rotture che continuano a verificarsi in diversi punti, in particolare nei tratti aperti al traffico veicolare. Vorrei ricordare – spiega la Paolucci – che il nuovo Corso non è ancora stato inaugurato e nemmeno terminato. Già dall’inizio, però, erano state sollevate perplessità sui materiali impiegati per la pavimentazione. Come minoranza presentammo anche un’interrogazione alla giunta comunale, che attraverso l’assessore Pasquale Sasso, fornì però ampie rassicurazioni sulla bontà dei lavori eseguiti. Oggi, a distanza di pochi mesi, scopriamo invece che la realtà era ben diversa e che saranno i cittadini a pagare i capricci architettonici di Pupillo e del centrosinistra”.

La rappresentante della minoranza pone l’accento anche sulla risoluzione del contratto con la ditta appaltatrice dei lavori. “L’assessore Verna – prosegue – continua a ribadire che il contratto è stato rescisso senza contenzioso. A questo punto, però, vogliamo sapere quali sono i termini di questo accordo, perché non vorremmo che l’amministrazione comunale avesse siglato un’intesa che prevede l’esclusione della responsabilità dell’appaltatore per le opere eseguite. Vorremmo però capire soprattutto perché prima di procedere a spendere altri soldi non si è pensato di verificare se alla base non ci sia stato anche un errore progettuale: cioè, prima di incaricare altri tecnici non si può procedere a verificare se c’è stato un errore e di quale natura? Se non verrà fatto sarebbe un’ulteriore beffa, che andrebbe ad aggiungersi al poco invidiabile medagliere di questa giunta, che oltre al Corso e alla pseudo pista ciclabile di via del Mare, speriamo non vada a comprendere anche il contestato progetto di riqualificazione di Villa delle Rose. A proposito di aree verdi, quand’è che Pupillo e i suoi accoliti si decideranno a mettere mano al disastro del Parco Diocleziano, ormai diventato la zona non solo più degradata, ma anche pericolosa di questa città?”.


 

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