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Commenti sul voto.Marcotullio (Popolo della famiglia”

In merito ai risultati elettorali, riceviamo e pubblichiamo una nota di Giovanni Marcotullio del Popolo Della Famiglia Abruzzo.

Quello che le elezioni politiche di domenica ci consegnano appare nettamente differente da ogni scenario immaginato, sia dagli osservatori sia dalle stesse forze politiche in campo: se l’implosione del Partito democratico era avvisata, se l’esplosione del Movimento 5 Stelle lo era altrettanto, nulla lasciava presagire che la prima sarebbe stata tanto verticale e la seconda tanto eclatante. E poi c’è l’impressionante sorpasso della Lega su Forza Italia, nell’area di centrodestra, che impone di essere pensato: tutte le altre forze politiche – comprese le pompatissime Liberi e Uguali e + Europa – hanno ottenuto riscontri a dir poco deludenti. Avanza la quasi-neonata lista di Potere al Popolo e dall’altro lato la ben rodata CasaPound, che vagheggiava intese con Salvini, si arresta intorno al punto percentuale, a distanze ravvicinate da noi, tanto più giovani e meno strutturati di loro. La storica Forza Nuova scompare nel pentolone degli “altri” anche nella maratona di Mentana, che invece ha tenuto sempre d’occhio l’oscillare dei nostri decimi di punto.
Insomma, ci si può lecitamente chiedere come mai gli elettori di destra abbiano prediletto l’ormai politico Salvini ai più anti-sistema CasaPound e Forza Nuova, laddove a sinistra è avvenuto esattamente il contrario, ma il colpo d’occhio è chiaro: crescono solo Movimento 5 Stelle, Lega e Potere al Popolo. Il Partito democratico è a minimi storici, e ieri pomeriggio Matteo Renzi ha preso atto delle proprie responsabilità dimettendosi dalla segreteria. Ma soprattutto reclama meticolosa attenzione l’ingloriosa fine della “quarta gamba” del centrodestra, impietosamente divelta dagli elettori: stanotte Lupi in collegamento con Vespa pareva quasi balbettare per la confusione.
Ecco l’altro elemento che un osservatore cattolico non può non considerare: parallelamente all’ascesa delle forze più livide dell’area radical-libertaria, di quella di destra e di quella di sinistra, le elezioni di domenica hanno sancito la scomparsa dell’area popolare, cattolica e “moderata”. Una tale congiuntura sembra attutire perfino la “delusione” di quanti sognavano il Popolo della Famiglia al 3% e se lo ritrovano un pelo sotto l’1%: sappiamo oggi che in Italia c’è meno PdF di quanto noi stesso pensassimo, ma forse vediamo che ce n’è ancora più bisogno.
Ho forte l’impressione che il tema della rilevanza dei cattolici in politica si faccia sempre più ineludibile, mano a mano che le vie di fuga al porsi del problema – i grandi partiti “moderati” (proprio quelli che hanno via via svuotato di senso lo stesso concetto di “moderati”) – si fanno impalpabili.
Un’ultima parola devo spenderla per il mio seggio e per il mio territorio, il Pescarese, che mi hanno stupito molto positivamente: un circolo giovanissimo, la cui inesperienza è superata appena dall’entusiasmo, ha prodotto (in termini di consenso) risultati in linea con la media nazionale, e anche un pelino superiori. In pochissimo tempo, con molti errori e senza adeguata esposizione mediatica, la risposta è stata nettamente superiore alle più rosee aspettative. A quelle molte centinaia di pescaresi e svariate migliaia di abruzzesi che ci hanno dato fiducia rivolgo un ringraziamento umile e responsabile, a nome mio personale e di una squadra che è sembrata efficace nell’intercettarle. E poiché anche questa analisi politica è destinata a loro, rilanciamo l’impegno: se volete il Popolo della Famiglia a Pescara e in Abruzzo, oltre che in Italia, saremo felici di farlo insieme con voi. A noi sembra un progetto non solo necessario – come e più di quanto pensavamo pure l’altro ieri – ma anche urgente

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