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Civiltà Italiana e la “trilogia del sarto” per il prossimo Governo

Ha le idee chiare Civiltà Italiana, movimento politico con sede a Sulmona, per quanto riguarda le azioni che dovrà  porre in essere il prossimo Governo. Il Presidente del Movimento, Mario Travaglini, esperto in questioni economiche e fiscali, parafrasando  Ken Follett, focalizza  i tre punti di azione in una “trilogia del sarto” che lavora al taglio del debito, al taglio della spesa ed al taglio dell’Europa.

Per Travaglini “Il debito va tagliato per pagare meno interessi, utilizzando il risparmio ottenuto per creare benessere.” Si sofferma sulle vendite degli asset statali “Siano essi di ordine mobiliare o immobiliare, hanno permesso allo Stato di incassare fino ad oggi quasi 200 miliardi di euro; ma poiché sono state eseguite senza alcuna progettualità perché  dettate  dalla stretta contingenza o da un interesse politico di parte non hanno portato alcun miglioramento del debito pubblico che, al contrario, é addirittura aumentato passando a veleggiare verso i 2400 miliardi. Insomma anche un bambino capirebbe che abbiamo alienato 200 miliardi dei beni statali senza ottenere alcun beneficio. Si tratta quindi di capire  quali sono i residui asset  da mettere sul mercato e se é vera l’ipotesi da più parti formulata secondo cui  l’entità totale ammonti a circa 500 miliardi di euro. Questo patrimonio pubblico, spesso improduttivo se non addirittura generatore di ulteriori costi, va messo a reddito attraverso una operazione che studiosi ed economisti di fama hanno già  indicato come ‘Fondo Italia’ .  Funziona come un fondo comune d’investimento dentro il quale dovranno confluire tutti beni ancora in possesso dello Stato (aziende, immobili, partecipazioni etc. etc.); il Fondo Italia emetterà obbligazioni per un valore pari al totale del valore dei beni che man mano verranno conferiti, costituendo, di fatto, la vera garanzia per tutti gli investitori. I ricavi delle obbligazioni, sottoscritte da privati, banche, assicurazioni o investitori esteri, verranno versati al conto capitale dello Stato in riduzione del debito pubblico. E’ ovvio ma é bene ripetere che quanto migliore sarà la gestione del fondo tanto più alti saranno i rendimenti pagati agli investitori.”

Il taglio alla spesa per Civiltà Italiana dovrà necessariamente partire dall’applicazione dei costi standard per tutte le postazioni statali, dall’eliminazione o riduzione degli enti inutili e tra questi il primo posto indica il Cnel. Nell’elenco dei tagli troviamo l’eliminazione delle Province, l’accorpamento dei comuni più piccoli; la riduzione del numero dei parlamentari, degli stipendi dei consiglieri regionali, del numero dei  dipendenti della Banca d’Italia ed anche la riduzione delle agevolazioni fiscali con collegata lotta all’evasione col sistema della flat-tax.                                                                      –

Altro punto riguarda l’Europa, “un taglio all’Europa” aggiunge il Presidente Travaglini “E’ un dato di fatto che un paese come l’Italia, storico fondatore dell’Unione, si sia impoverito dal momento in cui é stata introdotta la moneta unica. Quindi prima di invocare una “Italexit”  bisogna spingere il futuro governo ad impegnarsi affinché ottenga significative modifiche riguardo alcune norme che penalizzano fortemente il nostro paese. La prima di esse é il  “Fiscal compact”  ovvero la norma che impone la riduzione del debito pubblico di un ventesimo per la parte eccedente  il 60% del PIL. Considerando che il debito é oggi pari al 133% del PIL cio’ significa che esso va ridotto del 73% in venti anni e, quindi, del 3,6% all’anno. Conseguentemente se un punto di PIL equivale a 15 miliardi  occorre recuperare 54 miliardi l’anno. UNA FOLLIA.

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