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“Il teatro di una favolosa opera”, di Vincenzo Luca Salini

Bisenti è il palcoscenico della vita dell’autore, la cornice dei suoi sogni, delle sue aspettative e delle sue azioni quotidiane; è il teatro dove viene inscenata una fantastica opera, composta da eventi, fatti, vicende che contengono significati specifici e assumono una rilevanza notevole. E l’intento è di trasferire un simile coinvolgimento emotivo nel lettore che deve immedesimarsi nella realtà di riferimento e imparare a conoscere le meraviglie di un paese poco considerato, ma capace di emozionare e di regalare una quotidianità mai banale e monotona; un paese ricco di tradizioni e di storia. Già nei suoi due precedenti volumi l’autore ha riportato quadretti suggestivi ed esaurienti di Bisenti: come non citare l’aria incontaminata, i paesaggi mozzafiato, il fatto di trovarsi a distanza eguale dal mare e dalla montagna, la capacità di regalare sensazioni idilliache e momenti favolosi. Ecco che ritorna il tema dominante del libro: opera e favola potrebbero anche apparire come un ossimoro ma rappresentano due facce della stessa medaglia.

Il libro, edito da edizioni Il Viandante di Arturo Bernava, presenta la prefazione composta da Simone Gambacorta, responsabile del settore cultura del quotidiano “La città”, un giornalista competente e sensibile alle iniziative letterarie del territorio.

“Il teatro di una favolosa opera” si sofferma su temi afferenti la realtà locale e tocca svariati aspetti del tessuto sociale di un territorio un tempo “isola felice”, oggi lacerato da una profonda crisi economica acuita dalle recenti calamità naturali che hanno sfiancato e fiaccato tutta la popolazione. Si va dalla locale squadra di calcio, di cui vengono ripercorsi dettagliatamente gli ultimi 4 anni vissuti con l’adrenalina a mille da un paese intero, entusiasta per i successi sportivi dei suoi beniamini sportivi: così troviamo i riassunti e la storia delle partite più importanti e determinanti del Bisenti calcio, con retroscena inediti relativi ad una fantastica avventura che ha presentato anche, se non soprattutto, risvolti socio-aggregativi.

Intanto questi anni lasciano in eredità all’autore un patrimonio di emozioni e di legami che mai niente e nessuno potrà cancellare. Ma soprattutto hanno determinato la definitiva consapevolezza che il calcio deve conservare sempre il carattere di confronto leale e gioioso, di incontro e rapporto amichevole; la vittoria e la sconfitta fanno parte della vita di tutti noi e quindi bisogna saper vincere senza arroganza e perdere senza risentimento e rancori.

Gli anni con il Bisenti Calcio hanno rappresentato una esperienza indimenticabile in quanto era stata costruita una stupenda isola felice: entusiasmo alle stelle, il paese seguiva le gesta dei suoi beniamini e il tutto era condito anche dal raggiungimento di importanti risultati sul campo: la promozione in prima categoria con il ripescaggio nel 2013/2014 dopo aver perso ai supplementari la finale con il Collecorvino, la salvezza in prima categoria nella stagione successiva, ma anche la sconfitta ai play-out dello scorso anno che sanciva la retrocessione in seconda dopo una stagione tribolata e poco brillante sotto tutti i punti di vista. Inoltre il libro contiene il resoconto delle partite storiche del Bisenti come la vittoria fuori casa contro il Villa Bozza Montefino in semifinale play-off del 18 maggio 2014.

Si ripercorre, tornando indietro di 10 anni, la indimenticabile estate 2006 che vide la nazionale di calcio italiana trionfare ai mondiali di Germania e viene presentata una descrizione fedele ed aderente alla realtà dell’Italia dell’epoca.

Inoltre l’autore tratta anche il tema della solidarietà e della vicinanza alle persone indigenti, il tutto traendo spunto dai viaggi in Burundi dell’amico fraterno Filippo Lucci, che racconta in una interessante intervista riportata nel libro esperienze e vicende della sua permanenza nel poverissimo paese africano.

Non poteva mancare qualche richiamo all’ambito politico, questa volta inserito sotto forma di esortazione e di auspicio: esortazione a dare sempre maggior spazio ai giovani, ovviamente capaci e meritevoli; ed auspicio con riferimento al raggiungimento della tanto agognata e desiderata unione dei comuni della Vallata del Fino.

Numerose le presentazioni del libro effettuate in  località delle province di Teramo, Chieti, Pescara con presenze all’interno di eventi culturali come il Festival “Dlen Dlen” si Castilenti o “Pineto incontra la Valfino” a Pineto.

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