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Dell’Università di Teramo uno dei migliori dottorandi italiani

Un ulteriore riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) alla qualità della formazione dottorale industriale dell’Università di Teramo è arrivato con l’invito a Mohammad El Khatib a Roma come testimonial dei 6 migliori dottorandi italiani fra gli oltre 160 finanziati lo scorso anno. Non solo. Il dottorato di ricerca dell’Università di Teramo in Biotecnologie della riproduzione ha ottenuto il riconoscimento quale Best practice italiana per l’attribuzione di borse nell’ambito del piano nazionale per la ricerca e l’innovazione. Il 7 dicembre scorso infatti il MIUR ha tenuto l’evento di promozione delle azioni indirizzate al capitale umano impegnato in formazione di ricerca finanziate dal Programma Operativo Nazionale (PON) per la Ricerca e l’Innovazione 2014-2020. Mohammad, laureato in Laboratory Sciences alla Lebanese University, Faculty of Public Health in Hadath, è stato selezionato dal corso di dottorato in Biotecnologie cellulari e molecolari dell’Università di Teramo per sviluppare un progetto dal titolo Tendinopatie e sviluppo di materiali biomimetici innovativi: verso le nuove frontiere della medicina rigenerativa in collaborazione con il centro di trasferimento tecnologico tedesco di Jena (Innovent) e la multinazionale del biomedicale Assut Europe, con sede a Magliano dei Marsi. La qualità del dottorando e l’innovazione del suo progetto hanno intercettato l’interesse del Ministero, che da sempre punta – in linea con la Strategia Europea della Ricerca – sul settore biomedicale. Per Mohammad è stata l’occasione per rappresentare l’Università di Teramo e per testimoniare la sua motivazione e il suo impegno. «L’Università di Teramo – ha sottolineato Barbara Barboni, prorettore alla Ricerca dell’Ateneo teramano ‒ ha fortemente puntato sulla riformulazione dell’offerta formativa di dottorato: una strategia per attrarre cervelli e per trattenere il capitale umano di eccellenza, facendo sempre più dell’Ateneo di Teramo un motore di sviluppo del territorio e un hub di rilievo rispetto alla comunità scientifica e imprenditoriale di riferimento».

«Questo riconoscimento – ha aggiunto ‒ riconferma il valore della visione strategica delle politiche di sviluppo intraprese dal rettore Luciano D’Amico che, in soli cinque anni, ha rilanciato i corsi di dottorato dell’Ateneo, aumentandone la competitività nel panorama italiano ed europeo».

«Un rilancio – ha concluso il prorettore ‒ che è stato voluto e sostenuto attraverso tre linee di azione complementari: la creazione di un fondo interno di Ateneo destinato alle borse di dottorato (passando da 11 borse nel 2012 a circa 40 borse dal 2013 a oggi); un forte rafforzamento della rete di collaborazioni accademiche ed extra-accademiche con istituzioni italiane e estere; un investimento convinto sui progetti europei che ha portato all’accreditamento dei corsi dei tre dottorati del polo scientifico nel prestigioso circuito europeo delle azioni MSCA all’interno del Programma Horizon 2020».

L’Università di Teramo è risultata lo scorso anno aggiudicataria di ben 5 delle 21 borse di dottorato assegnate alle quattro Università abruzzesi: un successo di rilievo non solo su scala regionale, ma ancor più positivo se valutato rispetto all’andamento nazionale. L’Ateneo di Teramo si è collocato, infatti, al primo posto in termini di attrattività fra gli atenei italiani con una percentuale di assegnazione delle borse due volte superiore alla media nazionale: 72% delle proposte finanziate contro un 35% a livello nazionale. L’Università di Teramo ora è in corsa nella valutazione sulla seconda edizione del bando PON R&I, linea di azione che attiva complessivamente 42 milioni di euro di fondi europei e che continuerà a finanziare fino al 2020 borse di dottorato ai soli atenei italiani che siano in grado di presentare i migliori progetti di dottorato a caratterizzazione industriale.

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