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Pescara: commemorazione vittime del bombardamento del 1917

Stamane si è svolta la commemorazione del centenario del bombardamento della Città di Pescara durante il Primo Conflitto Mondiale, con la scopertura della lapide posta sulla facciata del fabbricato dell’ex Ferrhotel, in ricordo delle vittime del bombardamento, restaurata di recente, grazie al taglio del 20 per cento dell’indennità dell’assessora alle Tradizioni Cittadine Paola Marchegiani. Erano presenti le associazioni combattentistiche e d’arma, le autorità civili e militari, una delle classi V della scuola primaria Ignazio Silone di via Milano, il sindaco Marco Alessandrini, dal vicesindaco Antonio Blasioli, l’assessora Paola Marchegiani, il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli e lo storico Licio Di Biase.

 

“La memoria è sempre il migliore esercizio che c’è perché la comunità recuperi una parte della propria storia – così il sindaco Marco Alessandrini salutando gli intervenuti dopo la scopertura della lapide e la deposizione di una composizione floreale – Ringrazio a nome della città l’assessore Marchegiani che con il suo gesto ha restituito un pezzetto del nostro passato alla città. Parliamo di un evento di cui pochi hanno memoria, ma che ha toccato la nostra comunità di allora che ha voluto serbare il ricordo delle tre vittime realizzando la lapide che oggi vediamo restaurata. Questa epigrafe parla a noi, ma soprattutto ai giovani che dovranno a loro volta portare nelle proprie vite questi fatti, perché appartengano anche al nostro futuro”.

 

 “Il 4 maggio del 1917 Pescara viveva uno dei primi bombardamenti e io ho voluto celebrare il ricordo delle vittime perché quella data fu molto sentita dalla nostra popolazione di allora, è un giorno che ci appartiene e che deve essere inserito fra quelli che la città deve ricordare – così l’assessora alle Tradizioni Cittadine Paola Marchegiani – La targa restituisce la memoria di quel bombardamento: 5 velivoli austriaci ci colpirono, due le ipotesi del senso dell’operazione. La prima vede la strategia di colpire Piano D’Orta e Bussi dove si producevano materiali per l’industria bellica avversaria. La seconda ipotesi, che mi viene suggerita da Antonio Bini, uno studioso di storia e delle nostre origini, arriva dal francese Gabriel Faure che nel suo libro di viaggi, Pellegrinaggi Italiani, raccontò anche il suo passaggio a Pescara e vide in quelle bombe un’azione contro d’Annunzio e il suo irredentismo.

Il restauro è stato eseguito da Giorgio Mori, docente della cattedra di Restauro presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, aiutato da due collaboratori che sono rimasti a Pescara quattro giorni e mezzo per effettuare questo lavoro che ho voluto finanziare con il 20 per cento della mia indennità da assessora. Mi sono impegnata personalmente per restituire alla città qualcosa che gli appartiene, com’è accaduto per il progetto di illuminazione del Museo Cascella, che accenderemo entro maggio e come accadrà anche per lo smontaggio, il trasporto e il recupero della grande opera ceramica di Di Prinzio che si trova davanti all’ingresso delle Naiadi. Tutti questi interventi di restauro vedono impegnata la cattedra del professor Mori e l’Accademia.

Le ricerca delle ragioni di quelle bombe è compito degli storici, da parte nostra era doveroso far rivivere la memoria di ciò che accadde e delle tre persone che morirono. Un gesto dovuto anche per sottolineare la lungimiranza e la sensibilità dei concittadini dell’epoca, che dopo il bombardamento si affrettarono a mettere anche quella epigrafe accanto alla lapide dedicata a Battisti perché la città portasse nel suo cammino la memoria di ciò che avvenne”.

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