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Pescara: la Lilt a scuola con il progetto “sistema salute”

Lilt Foto di gruppo con prof Caporale

“Chi fuma fino a 15 sigarette al giorno ha 3-4 volte più possibilità di ammalarsi di tumore; per chi fuma più di 15 sigarette al giorno il rischio aumenta di 9-10 volte. Quando si associano fumo e alcol il rischio di contrarre un tumore aumenta di 100 volte. L’unica strada per non ammalarsi è quella di non fumare, non abusare di alcol e fare prevenzione, informarsi, conoscere, fare i controlli e non essere superficiali, ovvero se si hanno dei sintomi, raccontarli al proprio medico per individuare sin dai primi stadi una potenziale malattia”. Lo ha detto il professor Claudio Caporale, primario del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale civile di Pescara, protagonista del terzo incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico ‘Acerbo’ di Pescara, nell’ambito del progetto ‘Sistema Salute’ promosso dalla Lilt, Lega Italiana Lotta ai Tumori-Sezione di Pescara. Al centro del nuovo appuntamento il tema ‘Fumo, Alcol, Hpv nei tumori testa-collo e la Prevenzione Oncologica’ e a incontrare i ragazzi nell’Aula magna della scuola sono stati, con il Presidente Marco Lombardo, Coordinatore della Lilt Abruzzo, e il professor Claudio Caporale, anche la psicologa Stella Mangiocco, la psiconcologa della Lilt Maria Di Domenico, la vicepresidente Lilt Milena Grosoli e la referente progetti scolastici Annamaria Melis. “Il Progetto, giunto al settimo anno consecutivo – ha spiegato il Presidente Lombardo – prevede una serie di incontri con i ragazzi coinvolgendo, ogni anno, almeno tre Istituti scolastici superiori e per l’edizione 2016 ricominciamo con l’Istituto ‘Acerbo’ che ha risposto con grande sensibilità alla nostra iniziativa rendendosi disponibile, attraverso la dirigente Annateresa Rocchi, ad avviare una collaborazione formativa con gli studenti. Al centro dell’incontro anche quest’anno abbiamo posto il tema della prevenzione, impartendo delle nozioni basilari su quei corretti stili di vita che permettono di abbattere l’incidenza delle malattie tumorali anche del 30-40 per cento, impedendo, in molti casi, che il cancro insorga. Con la docente Daniela Addari abbiamo individuato due classi, la IC e la ID, che stanno partecipando agli incontri laboratoriali, con i nostri volontari, tra cui psicologi e docenti, incontri che termineranno a maggio con la realizzazione di un prodotto che sarà ideato e confezionato direttamente dai ragazzi i quali sceglieranno, loro stessi, il tema da sviluppare, come già accaduto negli anni scorsi, e che verrà poi presentato a ottobre in occasione della seconda edizione del convegno medico che la Lilt-Pescara sta organizzando”. “Fumo, alcol e virus possono essere all’origine di una serie di tumori e purtroppo l’esperienza ci dice che sono molti i giovani che si ammalano – ha spiegato ai ragazzi il professor Caporale -. Con l’alcol non bisogna abusare e l’Istituto Nazionale di Ricerca ci dice che c’è un limite da non superare: se si beve fino a un bicchiere al giorno di vino, non ci sono grossi problemi, un bicchiere di birra va bene, superare quel limite espone a rischi seri. E l’alcol è la droga più diffusa al mondo. Poi, l’infezione da Hpv, il Papilloma virus, sicuramente c’è stata una minore incidenza grazie al vaccino, che però è stato genericamente un flop perché in Italia ci sono ancora troppi retaggi da superare. Il virus del Papilloma può causare lesioni benigne o maligne e nelle mucose può determinare alterazioni che possono portare al cancro. Per individuarlo ci sono due metodi: il pap-test a livello ginecologico, o la visita del cavo orale dall’otorinolaringoiatra. Per me il vaccino è fondamentale, è la nuova frontiera, anche perché vedo troppe giovani, sui 30-35 anni, che non bevono, non fumano, ma sviluppano il cancro del cavo-orale per colpa del papilloma e spesso non sanno neanche di essere state contagiate. In questo senso è fondamentale la tempestività: quando si hanno sintomi, come la difficoltà nella deglutizione, dolori persistenti, un abbassamento della voce, sintomi che non passano entro pochi giorni, occorre rivolgersi al medico”. Il professor Caporale ha poi messo in guardia i ragazzi anche dall’uso delle sigarette elettroniche: “Nella sigaretta elettronica la nicotina c’è, la dipendenza c’è tanto quanto nelle sigarette, prima si pensava che almeno non ci fossero le sostanze cancerogene, e invece la Food and Drug Administration ha effettuato un’indagine e ha scoperto che alcune delle più grandi aziende produttrici comunque inseriscono una percentuale minima di quelle sostanze anche nelle sigarette elettroniche, dunque l’unico modo per prevenire è smettere di fumare”.

 

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