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Pescara: tassa di soggiorno, le ragioni del sì

Comune Pescara

 Nella mattinata di oggi si è tenuta una conferenza stampa inerente la tassa di soggiorno a cui hanno preso parte il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore al Turismo Giacomo Cuzzi, i consiglieri di maggioranza. “Com’è noto la discussione sulla tassa di soggiorno sta occupando il Consiglio Comunale ormai da giorni – esordisce il sindaco Marco Alessandrini – Era doveroso dare una spiegazione alla città della tenacia nel volere tale introito, una posizione condivisa con operatori e addetti ai lavori del turismo, che non graverà sulle tasche dei pescaresi, ma sarà di supporto all’economia del comparto turistico cittadino provato dalla crisi e da altre congiunture. Lo scopo è destinare all’attrattività e ai servizi turistici della città gli introiti di un istituto praticatissimo in Italia e fuori. Nonostante frequenti tali stanze dal 2008 non mi sono mai trovato di fronte ad un ostruzionismo così sterile. Nel tentativo di arrivare ad un accordo con chi se ne fa portatore, ogni giorno ci siamo sentiti dire cose diverse dall’opposizione, che al posto di presentare una proposta possibile, gioca alla paralisi con emendamenti al testo che riguardano virgole, aggettivi, avverbi e non la sostanza della delibera. Tutto questo ha un costo, non solo economico, ma in termini di tempi che invece vanno recuperati perché Pescara si prenda il posto che merita nel panorama turistico nazionale. Questa è la finalità, ci sembra seria, considerato il momento che attraversiamo e la necessità che ognuno in Consiglio comunale faccia la sua parte per lo sviluppo della comunità che rappresenta”. “Io vorrei chiarire che la tassa di soggiorno non è un capriccio di qualcuno, o, peggio, un puntiglio – sottolinea l’assessore Giacomo Cuzzi – ma è la volontà politica di investire sul turismo, anche in momento di ristrettezze economiche. Per arrivare alla definizione della delibera abbiamo fatto un percorso di condivisione piena anche piuttosto inedito per l’Amministrazione con le associazioni di categoria. Siamo partiti l’anno scorso con studi che ci hanno portato all’intesa che il contributo rilanci l’attività turistica della città sulle linee del piano marketing strategico che abbiamo presentato anche con un convegno, approvato in giunta e fatto fare direttamente agli operatori del settore, a costo zero per l’Ente, grazie al lavoro della DMC Terre del Piacere. Linee che rendono Pescara unica fra le città che hanno istituito il tributo, proprio perché lo accompagniamo con il Piano Marketing come prevede il Decreto Legislativo 14 marzo. In Italia nel 2013 erano 500 i Comuni ad averlo adottato, a cui si sono aggiunti altri 649 nel 2014 e via crescendo, noi siamo l’unica città italiana ad averlo ancorato ad un piano marketing, che già nelle linee guida dice chiaramente a che servirà il contributo. Servirà a costruire un brand per la città, a centri di informazione turistica che oggi mancano che saranno permanenti (Silos aree di risulta) e temporanei (Urban Box), a una campagna permanente di comunicazione e all’organizzazione di grandi eventi che abbiamo già calendarizzato: Xmaster, Ironman e la Notte bianca che lo scorso anno ha richiamato una massa imponente di gente. Dobbiamo pensare al futuro per risanare il bilancio e i conti disastrati che abbiamo trovato. Pescara non è una città d’arte, deve puntare su servizi ed eventi per rilanciare l’attrattività. Il fatto che le associazioni di settore non contestino tale provvedimento, significa che da posizioni parallele sono passate ad un unico percorso con l’Amministrazione. Abbiamo inoltre inaugurato anche il tavolo per il turismo, che seguirà gli investimenti e che una volta finita la fase sperimentale di 3 anni ci inviterà a fare una valutazione complessiva su ciò che avrà prodotto la tassa di soggiorno. Parliamo di un investimento minimo, 1 euro, che pagherebbero quanti vengono a Pescara, come succede ai pescaresi quando vanno fuori. Tutti i 711 emendamenti corrispondono più alla paura di far fare qualcosa di buono a questa Amministrazione, che un atteggiamento a tutela dei pescaresi perché non ci sono proposte e idee, ma punteggiatura, sintassi e grammatica. Questo comportamento è inaccettabile. Noi abbiamo preso la strada giusta, ci abbiamo messo la faccia e abbiamo deciso di investire in settori dove negli ultimi vent’anni non si era fatto granché. Andremo avanti, con l’augurio che a prevalere sia il buonsenso e con l’hashtag #pescaravaleuneuro, vogliamo dimostrare che, anche se non ci siamo tirati indietro facendo cose grandi con pochissime risorse, basterà solo 1 euro per muovere l’economia di un settore che aspetta e il futuro di una città che merita”. “Non ci crea problemi ragionare su come migliorare il testo – conclude il capogruppo Marco Presutti – il problema è l’atteggiamento: presentare gli emendamenti per ottenere che la delibera passi deviando però le risorse altrove da dove dovrebbero andare, in modo da fare vedere che si è restituito qualcosa alla città non ha senso. Siamo dispostissimi a ragionare sul testo, ma non sulla grammatica come sta accadendo. Pescara non è una città d’arte, a Pescara si viene se c’è una ragione: la tassa di soggiorno serve a costruirla e istituendola, quindi usando le risorse per il turismo, alla città si riconsegna la possibilità di crescere e accogliere. L’ostruzionismo non porta nemmeno consenso, lo hanno dimostrato i loro calendari che non sono valsi a rinnovarli alla guida della città”.

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